Il 21 maggio con una solenne messa in suffragio nella basilica di Santa Chiara, Pantheon napoletano, si sono celebrati i 157 anni alla morte di Ferdinando II Re delle Due Sicilie. Sovrano illuminato e moderato regnò dal 1830 al 1859 e, nel periodo in cui sedette al trono, il Paese consolidò la sua posizione in Europa in tutti i settori, dal civile al sociale all’economico. A testimonianza di questo progresso, nella conferenza internazionale di Parigi, tenutasi nel 1856, fu assegnato al Regno il premio di terzo paese del mondo – dopo Inghilterra e Francia – per sviluppo industriale. Simbolo dell’innovazione fu la costruzione del primo tratto ferroviario italiano, come l’industria metallurgica sorta a Pietrarsa, e le grandi ferriere (acciaierie) di Mongiana, in Calabria, che impiegavano migliaia e migliaia di operai: al confronto quelle settentrionali erano delle botteghe da fabbri. Una crescita che coinvolgeva anche il settore navale, con mercantili che solcavano i mari di tutto il mondo e una flotta seconda solo a quella dell’Inghilterra.

FOTO FAMIGLIA REALE

Sempre in tema marinaro, nelle Due Sicilie si ebbe l’idea della prima nave da crociera, realizzata nei cantieri di Castellammare, dando luogo a una nuova moda che avrebbe rivoluzionato l’idea del viaggio. Moderne anche le normative legate al lavoro e ai criteri assistenziali: gli operai lavoravano otto ore al giorno con la possibilità di riscuotere la pensione in seguito all’istituzione di un fondo (con una ritenuta del 2% sugli stipendi). Oltre alle sue capacità politiche il motivo determinate che portò Ferdinando II a essere tanto amato dai suoi sudditi fu quello personale: parlava napoletano, viveva da napoletano, conduceva una vita da borghese, in cui la famiglia aveva un ruolo di primo piano, ed era sempre il primo ad accorrere a ogni calamità al fine di controllare e coordinare i soccorsi. Solo da pochi anni la storiografia sta rivalutando la sua figura e quella della dinastia Borbone Due Sicilie.

di Gerry Sarnelli