Ferdinandea, l’isola che non c’è più
Maestà il Regno da oggi è più grande!”. Così esordi il Primo Ministro Carlo Avarna di Gualtieri la mattina del 12 luglio 1831 al cospetto di Ferdinando II. A seguito di un’intensa attività sottomarina a largo di Sciacca, nelle acque siciliane, era infatti sorta dal mare la punta di un vulcano che crebbe nel corso dei giorni successivi fino a diventare esteso per circa 4 Km quadrati con un altezza di 65 metri.

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Non appena si diffuse la notizia dell’apparizione del piccolo lembo di terra, accorsero a osservare l’evento navi e scienziati di vari Paesi, dal Regno delle Due Sicilie alla Svizzera, dalla Germania alla Gran Bretagna e alla Francia, alla ricerca di avamposti strategici per gli approdi delle proprie flotte mercantili e militari. Il 2 agosto, l’Inghilterra ne prese possesso chiamandola Graham; successivamente la Francia inviò un brigantino ribattezzandola Iulia in riferimento alla sua comparsa avvenuta nel mese di luglio, ponendo una targa a futura memoria e innalzando sul punto più alto la bandiera francese. Sentendosi usurpato, Ferdinando II inviò sul posto il capitano Corrao il quale, sceso sull’isola, piantò a sua volta la bandiera borbonica battezzando l’isola Ferdinandea in onore del sovrano: per effetto di un regio decreto del 17 agosto, l’isola Ferdinandea veniva annessa al Regno delle Due Sicilie, innescando una dura disputa tra i tre governi. A fine ottobre del 1831 il governo borbonico prendeva posizione ufficiale ricordando ai governi di Gran Bretagna e Francia che, a norma del diritto internazionale, la nuova terra apparteneva alla Sicilia. Tuttavia, verso la seconda metà del 1832 l’isola iniziò a inabissarsi fino ad arrivare, nel mese di dicembre dello stesso anno, a scomparire del tutto.

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Col terremoto del 1968 che colpì la Valle del Belice, le acque circostanti il Banco di Graham furono viste intorpidirsi e ribollire: forse un segnale che l’isola Ferdinandea stesse per riemergere. Così non fu, ma l’ipotesi della sua ricomparsa mobilitò immediatamente navi militari britanniche e statunitensi nelle acque internazionali. A scanso di equivoci, i siciliani posero sulla superficie del banco Graham nel 2001 una targa in pietra tra le cui righe si legge che “[…] l’Isola Ferdinandea era e resta dei Siciliani”, al fine di evitare future illegittime rivendicazioni.


Jerry Sarnelli