“Sono apparso a San Gennaro”.

Il regista Bruno Garofalo ci farà assistere ad un unicum nella storia artistica delle canzoni di Federico Salvatore: questa pièce teatrale, infatti, sarà una vera e propria “opera corale”.

La scena rappresenta una piazza nella zona del porto di Napoli dove il dialetto si fa strumento di espressività teatrale con evidenti richiami alla commedia dell’arte. A popolare la piazza sono figure (attori, attrici e ballerini-mimo) tratte dai vari strati sociali in cui gli aspetti della vita diventano loro stessi commedia. Sopra di loro si muove il matto del quartiere, il barbone, il diverso, interpretato dallo stesso autore, che, libero da ogni convenzione, fotografa lucidamente il mondo intorno a lui. Il cantattore Federico Salvatore riveste di teatro i suoi successi televisivi. Ripercorre la sua storia musicale, sceneggiando alcune canzoni (Ninna nanna, Incidente al Vomero, Babbo è avvilito, Donna Amalia, Tarantella all’acqua pazza, l’inedita Sono apparso a San Gennaro etc…) che, già di per sé, possono considerarsi delle micro-sceneggiate, o vere e proprie rappresentazioni di un genere popolare.

Federico Salvatore sin dai tempi delle sue prime apparizioni televisive ha stupito, divertito, incuriosito, ogni platea, con il suo saper essere poeta, musicista, attore, fustigatore di pregi e difetti dei suoi conterranei, eleggendo però questi modelli a simboli universali di comportamento, molto spesso usufruendo della Lingua Napoletana che gli è congeniale, ma solo per colorare le sue parole di  un valore aggiunto, apprezzato e compreso a qualunque latitudine, in quanto acuto indagatore di vizi e virtù che possono definirsi nazionali, anche se   il “modo” il linguaggio, lo stimolo ha sempre un’origine visceralmente Sudista, per quell’istinto innato che muove il Nostro, quello di rivendicare valori e appartenenze  indiscutibilmente nostri, spesso calpestati, vilipesi, negati dai corsi non sempre onesti della storia d’Italia.

Questo suo essere “Giullare” ma non di corte, bensì di popolo, gli permette qualunque licenza, le parole più oscene non sono mai volgari, le sue convinzioni sociopolitiche sono incontestabili, la simpatia espressa nell’esibirsi è coinvolgente, ci fa tutti  complici del suo essere “ragazzaccio” come solo lui sa essere con quell’aria da Clown stupito, amareggiato, divertito, malizioso, furbo, arguto, compreso ed a volte commosso nel suo calarsi nelle vicende sempre tragicomiche della nostra balorda Umanità.

Il motto araldico di Federico Salvatore potrebbe essere “Castigat ridendo mores” frase antica tradotta letteralmente dal latino, che significa: “corregge i costumi ridendo”.

SONO APPARSO A SAN GENNARO

di Federico Salvatore e Mario Brancaccio

brani musicali di Federico Salvatore

Con Lello Giulivo, Mario Brancaccio, Patrizia Spinosi, Oscarino Di MaioGennaro Monti, Francesco Viglietti, Simona Esposito, Nicola D’Ortona, Luisanna Taranto, Antonio De Francesco e Tonia Carbone

Orchestrazioni e arrangiamenti M° Ciro Barbato

Teatro Roma di Portici

info 081472662

Mercoledì 22 febbraio, ore 20.45