Pronti via e l’Università Federico II di Napoli registra subito un’altissima affluenza di votanti per l’elezione del nuovo Rettore: ieri, nella giornata di apertura dei seggi, l’Ateneo più grande del sud ha raggiunto in poche ore il quorum necessario a validare il procedimento che deciderà l’impronta dei prossimi sei anni. Alle 19, chiuse le urne, hanno votato in 1730, il 66% dei 2631 aventi diritto al voto (693 professori ordinari, 914 associati, 686 ricercatori, 45 rappresentanti degli studenti e 293 delegati del personale tecnico-amministrativo).

Un voto tanto sentito, quanto condizionato dalle misure necessarie a contrastare il Covid-19: al piano terra della sede centrale del corso Umberto I, sono stati allestiti solo 4 seggi in luogo dei 16 previsti per l’elezione dell’ormai ex Rettore Gaetano Manfredi sei anni fa, ora ministro per la Ricerca e l’Università. A contendersi la vittoria all’ombra di Federico II di Svevia, il presidente della scuola di Medicina e Chirurgia Luigi Califano, e il direttore del dipartimento di Agraria Matteo Lorito. Solo domani alle 14 la chiusura dei seggi. Dopo lo scrutinio condotto dalla commissione elettorale capeggiata dal Decano Angelo Alvino, si saprà chi apporrà la propria firma sul futuro dell’ateneo federiciano.

Un futuro che nasce marchiato da una duplice anomalia: quella ai limiti dell’indecifrabile – il Covid-19, che ha imposto scelte a metà come lo scaglionamento degli studenti per il ritorno nelle aule – e quella politica, segnata dalla doppia candidatura Califano – Lorito per la carica di Rettore, spia di una chiara spaccatura interna del micromondo universitario.

Una mancata convergenza sul nome, che nella comunità accademica non si verificava da circa vent’anni (primo mandato di Trombetti). Al netto dei programmi presentati, che come in qualsiasi campagna elettorale hanno lo scopo di raggiungere ogni frangia del composito mondo dei votanti, Califano si presenta con una linea di discontinuità rispetto all’epoca Manfredi, mentre Lorito si pone sulla scia di quest’ultimo. I temi restano i medesimi: ricerca, borse di studio, rapporti con altri enti territoriali e finanziamenti. Ma sono le rispettive declinazioni e proposte a differire. Lorito, sostenuto da Lettere, Sociologia, Economia, punterebbe forte sulle “quattro S“: strutture, servizi, semplificazione e spinta verso l’internazionalizzazione. Dall’altro lato Califano, l’opzione di Medicina, Scienze Politiche e Giurisprudenza, che virerebbe sull’intensificazione dei rapporti con il mondo produttivo (quindi privato) cittadino e regionale per favorire stage e tirocini.