La Federico II alza il tetto massimo dei 20 mila euro della No tax area prevista dal Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, assicurando lezioni in presenza per chi ha subito maggiormente i risvolti della didattica a distanza in un anno cruciale come quello del passaggio dalle scuole superiori alla formazione accademica.

Per quanto riguarda la tassazione, l’ateneo avrà come parametro fiscale l’Iseeu 2020, quindi l’Isee corrente, invece che quello dell’anno precedente. Si cerca, in questo modo, di permettere a una platea più ampia di iscritti di beneficiare delle nuove agevolazioni economiche. Mentre si attendono ulteriori chiarimenti dalla Guida rapida, che verrà pubblicata sul sito universitario nei prossimi giorni, il rettore, Arturo De Vivo, ha annunciato le novità per il prossimo anno accademico in un video pubblicato sul sito e sui canali social dell’istituto universitario federiciano. Rimarca che, per tutti gli studenti, ci saranno riduzioni superiori a quelle indicate dal decreto ministeriale: per chi ha redditi tra i 24.000 e i 26.000 euro lo sconto sulle tasse sarà del 40%; per chi rientra nella fascia economica che va dai 26.000 ai 28.000 euro la riduzione dell’importo dovuto sarà del 30%, che scende al 20% per chi supera i 28.000 ma non i 30.000 euro. La decisione è stata maturata anche grazie alla richiesta avanzata a fine luglio dal Consiglio degli Studenti, che aveva espresso un parere negativo circa l’iniziale proposta di un Regolamento che si limitasse a recepire le misure introdotte dal sopra citato D. M. 234/2020. Altri sconti sono previsti per merito, quindi al raggiungimento di determinate soglie di crediti formativi oppure al conferimento delle massime votazioni. Per esempio, per chi si sia diplomato con 100 e lode o chi si sia laureato alla triennale con 110 e lode, al momento dell’iscrizione si applicherà uno sconto del 50% sulle tasse. Proprio i nuovi immatricolati sono stati al centro della riflessione del rettore nel video messaggio, dove vengono rassicurati circa la frequenza delle lezioni in presenza. “Sarà privilegiata la didattica indirizzata alle matricole, quindi agli studenti del primo anno, che sono reduci da un pezzo consistente del loro percorso di formazione della scuola superiore a distanza“, ha chiarito il professore di Lingua e Letteratura Latina, alla guida dell’ateneo dal 2014, prima di motivare le nuove soglie reddituali: “La Federico II ha ritenuto opportuno allargare le condizioni che possano favorire la scelta dell’ateneo anche a coloro che hanno subito svantaggio dalla crisi determinata dal Covid”.

Il rettore ha concluso il suo intervento con un proclama d’intenti che sembra una nota di speranza: “Siamo convinti che solo investendo sulla formazione di qualità del nostro capitale umano il Paese possa finalmente uscire dalla crisi acuita dal Covid e possa allinearsi agli standard migliori del sistema europeo”.