Il Governo continua a discutere e a prendere impegni, ma i fatti concreti non arrivano ancora. Sottovalutano in tanti il contagio criminale che sta dilagando nel nostro Paese” parole del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che nel suo consueto post del lunedì su facebook, tira le somme della settimana e mette in luce le contraddizioni della città, all’indomani dell’inizio della cosiddetta Fase 3. Tra ordinanze sindacali sospese, aiuti da Roma che stentano ad arrivare e la criminalità sempre in agguato, Napoli ancora non ha conosciuto una vera ripartenza economica.

Migliaia di persone arruolate nel crimine perchè rimaste prive di lavoro, migliaia di persone cadute nella rete degli usurai, migliaia di aziende fallite o salvate da canali finanziari illeciti. La desertificazione dei territori diviene terra di conquista delle bande criminali” sottolinea il primo cittadino, che chiede venga disegnata una nuova visione per l’Italia, e quindi, per le città, senza il costante filtro del Covid-19: “Basta terrorismo sul virus, si deve fare un lavoro immenso sulla sanità pubblica ed investire su reti di protezione sanitaria che mettano in sicurezza l’Italia e i suoi abitanti. Le persone non possono vivere nell’incubo del ritorno della malattia e rimanere schiavi della paura. Il Paese deve riprendere a vivere, si devono tessere relazioni umane e sociali, dare forza alla cultura“. Ciononostante, De Magistris precisa che più di qualche equilibrio si è incrinato – “il mondo è cambiato, siamo consapevoli che dobbiamo convivere con il virus; ci rendiamo conto che l’infezione potrebbe ritornare“.

Il riferimento alla pandemia, è anche l’occasione per promuovere la gestione sanitaria dell’emergenza, messa in campo a Napoli – “per primi abbiamo chiuso tutto e per questo soprattutto ci siamo salvati. Solo mille infetti documentati su un milione di abitanti, infatti abbiamo meno morti dell’anno scorso. Ora, però, insieme dobbiamo ripartire, non possiamo contare 100 morti con il Coronavirus e migliaia di morti per altre patologie o per ragioni sociali, economiche e lavorative“.

Dunque, il vero problema, per De Magistris, resta la situazione sociale ed economica, “molto seria e grave. La miccia della bomba sociale è accesa, solo la durata del timer è incerta“.