Il pomeriggio del 21 aprile ha visto riunirsi in assemblea telematica oltre cento persone, partecipanti al Tavolo per la promozione della mobilità ciclabile del Comune di Napoli. Presenti, oltre al presidente del Tavolo Luca Simeone, gli Assessori Alessandra Clemente (Mobilità), Luigi Felaco (Verde), Raffaele Del Giudice (Ambiente) e Annamaria Palmieri (Scuola) e il Vicesindaco Enrico Panini. Oggetto di discussione sono state le proposte avanzate dal Comune, da associazioni e da cittadini al fine di garantire mezzi di spostamento alternativi ai mezzi pubblici e alle auto private nella prossima fase di riapertura: un primo confronto per formulare proposte condivise, in vista di una fase 2 in cui la bicicletta potrebbe essere la soluzione di svolta.

Perché muoversi in bicicletta?

Quella della mobilità sostenibile, come ha ricordato Luca Simeone, è innanzitutto un’esigenza pragmatica: il nostro ritorno alla quotidianità sarà all’insegna del distanziamento sociale e, con ogni probabilità, sempre meno persone saranno disposte ad utilizzare i mezzi pubblici per spostarsi, a causa del divieto di assembramento e della paura del contagio. I dati raccolti da Ipsos illustrano questa tendenza nella fase 2 della regione di Wuhan: il 66% degli abitanti preferisce l’uso dell’auto privata, a fronte del 34% del pre-lockdown. Questo incremento di auto in circolazione comporterebbe il collasso della nostra mobilità cittadina, che è già normalmente critica negli orari di punta, oltre ad un peggioramento dell’inquinamento atmosferico, le cui conseguenze sulla salute, mai come adesso, ci toccano sul vivo. Allo stato attuale, nulla come la mobilità sostenibile potrebbe rispondere meglio alle esigenze della fase 2: spostarsi in bicicletta garantisce il distanziamento, previene traffico e inquinamento ed è, in ultimo ma non per importanza, molto meno costoso. Oggi più che mai è essenziale garantire ai cittadini un mezzo di spostamento alternativo ed efficiente e approfittare della situazione per provare ad intraprendere l’enorme sviluppo culturale che l’uso diffuso della bicicletta signficherebbe.

Cosa propone il Comune di Napoli?

Le prime proposte, stilate dall’Assessorato alla Mobilità, sono state illustrate da Alessandra Clemente e si articolano in interventi immediati, da attuarsi nella fase post-emergenza (maggio – settembre) e in interventi di medio-lungo periodo. Gli interventi immediati dovranno applicarsi innanzitutto alla domanda di mobilità, disincentivando l’uso dell’auto privata e prevenendo il sovraffollamento negli orari di punta.
A questi fini sarà opportuno mantenere, ove possibile, lo smart-working; attivare nuove Aree Pedonali e ZTL; emanare ordinanze di limitazione dell’uso privato dell’auto e redistribuire nell’arco della giornata il traffico cittadino, modificando gli orari della città e riorganizzando carico e scarico delle merci. Inoltre, bisognerà incentivare l’acquisto di eco-bike, forme di abbonamento per il parcheggio di biciclette nelle autorimesse e forme di abbonamento ai servizi di sharing mobility, nonché incentivi e agevolazioni per l’utilizzo di Taxi e NCC.
Gli interventi sull’offerta di mobilità, invece, dovranno essere mirati, oltre che all’attivazione di servizi di bike e monopattini sharing, alla creazione e al potenziamento delle infrastrutture: sarà necessario creare una rete di mobilità di emergenza dedicata alle biciclette e alle forme di micromobilità elettrica, di rapida installazione e a basso costo, per far fronte alle esigenze immediate del post-emergenza; a questo proposito, il presidente del Tavolo Luca Simeone, ha suggerito la possibilità di installare percorsi provvisori lungo le direttrici principali della città, delimitandoli con segnaletica orizzontale e cordoli di gomma. Dovrà essere consentito l’utilizzo delle corsie preferenziali in condivisione col trasporto pubblico, assicurandone la sicurezza e l’uso esclusivo da parte dei mezzi autorizzati e vitali saranno, infine, l’incremento della dotazione di rastrelliere per la sosta di biciclette da parte di enti pubblici e privati, l’instaurazione di zone 30 e la realizzazione di una rete di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.
Sul sito del Comune è già disponibile da alcuni mesi la manifestazione di interesse per l’individuazione degli operatori interessati a svolgere il servizio di Bike Sharing nella città di Napoli e, come ha dichiarato l’Assessora Clemente, il Comune è attualmente in una prima fase di interlocuzione con due aziende.
L’Assessora alla Scuola Annamaria Palmieri ha, inoltre, sottolineato l’importanza dell’apertura di eventuali zone ZTL in prossimità delle scuole e paventato la possibilità di far partire manifestazioni d’interesse per la donazione di rastrelliere alle strutture scolastiche e per l’incentivo dei servizi di Pedibus.

Gli interventi nel medio-lungo periodo, invece, dovranno restituire qualità agli spazi urbani, rendendo permanenti le iniziative messe in pratica nel post emergenza e aumentando i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale. Per questi interventi sono già stati approvati il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile) ed il Biciplan in esso contenuto.

Uno sguardo alle altre proposte

La riunione ha visto la partecipazione numerosa di rappresentanti di associazioni (FIAB, Legambiente, WWF Napoli, Percorsi Cumani) e del mondo produttivo e le proposte sono provenute dai fronti più diversi. In molti hanno sottolineato i tentativi già compiuti in passato in questa direzione: Teresa Dandolo di FIAB Napoli-Cicloverdi, che considera prioritaria la sottrazione di spazio di circolazione alle auto private, ha auspicato ad un ripristino del percorso ciclopedonale di 22 chilometri inaugurato nel 2012, che intendeva collegare Bagnoli a piazza Garibaldi e la cui segnaletica orizzontale e verticale è quasi del tutto scomparsa. All’ampliamento dello stesso progetto si richiama Antonio Daniele, coordinatore FIAB della Campania, secondo cui bisognerebbe ripartire dal progetto del 2013, che prevedeva 160 chilometri di percorso ciclabile, mai utlimati.
Tra le possibili nuove iniziative proposte quella di Nico Capogna, amministratore di una start-up, che ha presentato il funzionamento di un’app connessa ad un piccolo dispositivo hardware che si installa sulla bicicletta, già sperimentata a Torino e a Bari: l’app misura lo spazio percorso in bici e dona piccoli incentivi economici ai fruitori, il dispositivo previene i tentativi di falsificazione riconoscendo il veicolo utilizzato.
Tra le altre proposte, quella di incentivare l’ecosostenibilità del trasporto di merci, proveniente da Cristiano Chianese, consigliere regionale della Confedra Campania con delega alla distribuzione urbana, e la richiesta di potenziamento dei percorsi pedonali.
Un’esigenza unisce tutti i presenti: quella di campagne di comunicazione, operanti su scala cittadina, regionale e nazionale; di educazione scolastica e buon esempio da parte di tutti. Così Simeone: “il messaggio da lanciare è che se vogliamo ripartire con il piede giusto la bicicletta è fondamentale.”