La prossima settimana Napoli sarà pronta ad affrontare la fase 2, quella di convivenza con il virus. Molte persone avranno paura a prendere bus, treni, funicolari e metropolitana per timore del contagio. Se la paura dei contatti prevarrà, il rischio è che avremo la città paralizzata da code infinite di automobilisti che si sposteranno. Per questo Anm si sta preparando ad accogliere in sicurezza gli utenti. Cambieranno le modalità con cui viaggiare a bordo del trasporto pubblico cittadino, con un ridotto numero di passeggeri a bordo, l’aumento del numero delle corse ma anche personale preposto ai controlli e frequenti sanificazioni. “Sarà disciplinato l’accesso alle singole stazioni della linea 1 della metropolitana – ha spiegato Nicola Pascale, amministratore unico di Anm –. Stiamo provvedendo alla canalizzazione dei flussi in entrata e in uscita. Si potrà salire su bus, metro e funicolari soltanto indossando la mascherina ed è consigliabile l’utilizzo dei guanti. Andranno rispettate rigorosamente le indicazioni del personale di stazione e del personale viaggiante’’.

Costi enormi che l’azienda dovrà sostenere per iniziare lentamente ad un ritorno alla normalità, se si pensa che da ormai da due mesi le aziende municipalizzate sono sottodimensionate in termini di utenza giornaliera, ma nonostante questo gli stipendi di chi ci lavora sono stati corrisposti. Basti pensare che prima dell’emergenza la capienza di ogni mezzo era pari a circa 840 utenti, con 720 posti a sedere e 120 in piedi, mentre in fase di ripresa su ogni treno della metropolitana di Napoli potranno salire al massimo 100-120 persone ad ogni corsa.

Le limitazioni saranno più forti sui bus, dove potranno essere presenti solo 20 passeggeri per ogni mezzo, mentre la capienza massima delle funicolari sarà di 40 persone. Le corse della metropolitana saranno garantite fino alle 20.30, mentre verrà rafforzato il servizio di bus, con un potenziamento delle linee portanti del trasporto collettivo. Per quanto riguarda i parcheggi ha detto Nicola Pascalebisognerà trovare una forma di compensazione, immaginando, anche rapidamente, ulteriori misure a livello nazionale ed europeo”.