Di Siria Moschella

Anche la città di Napoli è coinvolta nel progetto nazionale FA.C.E. Farsi Comunità educanti, che promuove, attraverso la scuola, la cittadinanza attiva e che intende contrastare la povertà minorile. Città capofila del progetto è Reggio Emilia con la Fondazione Reggio Children, insieme a Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo. Nel capoluogo campano, il progetto è in partnership con l’istituto comprensivo 70 Marino Santa Rosa di Ponticelli, con le associazioni Atelier Remida Campania, Ayekantun, Nati per leggere, Aporema e Scienza Semplice e con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Napoli e coinvolge in tutto 140 famiglie. Questa mattina l’Assessore all’Istruzione Annamaria Palmieri ha visitato le tre location coinvolte nel progetto: la sede centrale IC 70 Marino Santa Rosa, il plesso Lotto O dello stesso istituto ed il centro Remida in via Curzio Malaparte.


Il fine è quello di rispondere alla povertà educativa della periferia orientale del napoletano potenziando l’accesso ai servizi educativi nei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, attraverso attività gratuite da svolgersi ogni sabato mattina nelle suddette sedi e dedicate ai bambini accompagnati da genitori e/o nonni. L’idea è quella di applicare alla prima infanzia i metodi eterogenei di un apprendimento trasversale, coinvolgendo i piccoli in tre percorsi: digitale, esplorazione e narrazione, che intendono aprire loro nuovi scenari, suscitare quesiti e curiosità. Possibilità creativa dei materiali di scarto, esperimenti scientifici, strumenti digitali alla portata della prima infanzia, lettura e canto: sono queste le attività proposte e finalizzate alla manipolazione di linguaggi artistico-espressivi e scientifici.

Famiglie, scuole, assessorati all’istruzione e all’educazione e associazioni sono il cuore pulsante di un lavoro di squadra che ha trasformato le necessità, nei vari contesti territoriali, in risposte concrete, ripensando “l’importanza dell’educazione di qualità proprio nella fascia di età 0-6”, come ci ricorda Massimiliano Massimelli, oggi portavoce della Fondazione Reggio Children. Parliamo non soltanto delle necessità dei genitori, ma anche di quelle di apprendimento dei bambini, come specifica Nino Marchesino, preside dell’Istituto Marino Santa Rosa, fiero del progetto che fonda le proprie radici nella prima infanzia, per prevenire la dispersione scolastica alla base del suo sviluppo.  
“Riuscire a fare dei bambini dei cittadini più felici e consapevoli, giocare sulla bellezza e lavorare perché questa bellezza diventi un valore anche per le loro mamme e i loro papà”: questo il fine del progetto per Annamaria Palmieri, che auspica ad una crescita culturale dei bambini per una crescita culturale del territorio.