Il progetto Farsi Comunità Educanti (FA.C.E.), selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa è attivo dal 2018, affidato all’Associazione capofila Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi ed opera in quattro contesti difficili del territorio nazionale: Reggio Emilia, Teramo, Napoli e Palermo.
Il progetto prevede una serie di interventi finalizzati all’ampliamento dei servizi educativi e di cura per la fascia 0-6 ed alla ridefinizione delle politiche educative e alla costruzione di una comunità educante. Le attività svoltesi negli ultimi due anni si sono tenute online durante il lockdown, ricoprendo un importante ruolo di supporto ai minori e ai loro genitori durante il periodo di quarantena.

“Benessere di Comunità” a Palermo

Il Fondo di contrasto alla povertà educativa è nato dalla collaborazione tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del terzo settore ed il Governo per lavorare alla rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei servizi educativi da parte dei minori; nel 2016, per perseguire i fini del Fondo, è sorta l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro ed interamente partecipata dalla Fondazione Con Il Sud.
Così Carla Rinaldi, presidentessa della Fondazione Reggio Children, sui fini del progetto:

La parola chiave è ‘fiducia’. In questi due anni sono state costruite relazioni di fiducia tra bambini, genitori, famiglie, nidi e scuole d’infanzia, istituzioni, territori. Così ci si educa insieme e la scuola diventa un riferimento per la comunità. Queste relazioni hanno permesso di affrontare meglio anche il lockdown e continueranno a crescere in futuro.
Cos’è la povertà educativa? Certo la mancanza di istruzione scolastica, spesso connessa a un disagio sociale ed economico, ma non è tutto qui. Cosa è la ricchezza educativa? Certo non solo la disponibilità di beni e di tecnologia. La ricchezza educativa non è quantità, è l’educazione di qualità. Quella che, con la scuola, coinvolge famiglia, istituzioni, società civile. L’educazione di qualità è aiutare le persone a costruire il senso della vita in relazione agli altri, in reciprocità ed interdipendenza. A diventare responsabili di queste relazioni, averne cura, svilupparle in direzioni costruite insieme
.”

Gli istituti partner del progetto a Reggio Emilia, Teramo, Napoli e Palermo sono rispettivamente il Nido Scuola Giobi a Regina Pacis; l’Istituto comprensivo Zippilli Noè Lucidi nel centro storico di Teramo; l’Istituto Comprensivo 70 Marino Santa Rosa nel quartiere Ponticelli di Napoli e l’Istituto comprensivo Sperone Pertini nei quartieri Sperone e Brancaccio di Palermo. Le attività degli ultimi due anni hanno coinvolto oltre mille adulti tra educatori, insegnanti, psicologi, pedagogisti, genitori, dirigenti scolastici, atelieristi, amministratori pubblici e circa 1100 bambini in laboratori espressivi ed altre iniziative, che spaziano dalla musica al digitale, dall’alimentazione al massaggio infantile.
Diversi sono stati, inoltre, i microcantieri aperti da FA.C.E. per rivitalizzare alcuni luoghi selezionati, adatti alle iniziative educative.

“Cucina di Quartiere” a Reggio Emilia

In generale, il progetto FA.C.E. si è impegnato in attività di contrasto alla dispersione scolastica e di incentivo alle relazioni tra genitori e bambini, che si sono intensificate nel periodo della pandemia, in modalità online: le famiglie hanno avuto la possibilità di restare in contatto con insegnanti e pediatri, ricevere informazioni tempestive e aiuto nella gestione di bambini fino a 6 anni.
Attualmente sono in pianificazione le attività autunnali, che si terranno in presenza, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale.

“Piazze d’Incontro” a Teramo

In copertina uno scatto dal progetto “Face Zone” a Napoli.