I risultati preliminari dello studio osservazionale retrospettivo di confronto, tra farmaco brand e farmaco generico, ci dice che non ci sono differenze significative tra generici e brand. I dati sono emersi da un importante studio condotto analizzando i database relativi ad oltre 350.000 pazienti appartenenti a cinque Asl lombarde che raggruppano una popolazione totale di circa quattro milioni di persone. “L’introduzione dei farmaci generici – dichiara Alberico L. Catapano, Presidente della Società Europea Aterosclerosi e Ordinario di Farmacologia all’Università di Milano – è un passo importante nel controllo dei costi sanitari e nel liberare risorse che possano essere utilizzate per terapie innovative. Allo stesso tempo è fondamentale dimostrare che gli effetti misurabili nella popolazione esposta siano del tutto confrontabili a quelli del farmaco originatore. I dati preliminari oggi a disposizione vanno in questa direzione”. In particolare sono state confrontate popolazioni omogenee per età e sesso, in trattamento con farmaco brand o con il relativo farmaco generico, e sono state analizzate sei molecole specifiche per altrettante aree terapeutiche: displidemia (simvastatina), ipertensione (amlodipina), cardiologia (propafenone), psichiatria (sertralina), osteoporosi (alendronato) e diabetologia (metformina). L’età media dei pazienti coinvolti è di 68 anni e gli outcomes considerati sono aderenza e persistenza in terapia, mortalità, consumo di risorse e altri health costs, come ospedalizzazioni e visite specialistiche.