Sono nate due idee d’impresa, la prima di produzione di materiali di bioedilizia assolutamente rivoluzionario di canapa e argilla, il secondo una produzione di vasi tipici di Montesarchio, accompagnati da una scuola di recupero dei vecchi mestieri“.

L’annuncio è stato fatto dall’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmieri, in riferimento alla nuova vita dell’ex laterificio Moccia di Montesarchio nel beneventano. Cessò l’attività nell’ottobre 2018, causando lo sconforto tra i lavoratori.

Abbiamo costruito insieme ai lavoratori un nuovo percorso professionale“, ha spiegato l’assessore, “contribuendo a realizzare il loro sogno! Tutti i lavoratori si sono organizzati in due cooperative di lavoro utilizzando una misura della Regione Campania Workers Byout, che finanzia ciascuna idea progettuale fino a 300 mila euro“.

A poco più di un anno di distanza dalla chiusura della propria azienda, che dopo varie trattative ha ceduto loro lo stabilimento a un costo simbolico, i lavoratori si sono costituiti in due cooperative che rispettano la linea europea del “Green New Deal“. Così facendo, hanno potuto accedere al suddetto organo regionale, finanziato dal “Fondo Sociale Europeo“, il “Workers Buyout“. Prevede che i dipendenti possano assumere direttamente, in forma cooperativistica, la conduzione della stessa o di suo ramo di produzione. Ciò è possibile a prescindere dal fatto che si sia dirigenti, impiegati o operai, purché l’impresa d’origine versi in condizioni di difficoltà oppure rischi di interrompere l’attività, anche solo per la mancanza di cambio generazionale.

Esistono due condizioni sine qua non. La prima è che ci si ricostituisca in cooperativa. La seconda è che le spese non superino i trecentomila euro. Ai progetti che vincono il bando vengono erogati prestiti agevolati. I vincoli sono spiegati dalla natura solidaristica della cooperativa. Ripartire dalle ceneri di un’impresa fallita vuol dire spesso ritornare alla sobrietà nella gestione aziendale. Inoltre, chi si da questa forma distribuisce il rischio e la responsabilità imprenditoriale su tutti i soci lavoratori. Il che dovrebbe portare a ridurre anche gli sprechi. Per quanto riguarda il rischio, poi, questo è limitato al capitale sociale che ciascun socio-lavoratore sottoscrive, quindi viene preservato il patrimonio personale di ciascuno.