Nella surreale atmosfera di quello che presto sarà il “Diego Armando Maradona” il Napoli regola il Rijeka con un gol per tempo e salta in vetta alla classifica del girone F (Az e Real Sociedad hanno pareggiato e sono a quota 7) con 9 punti. I calciatori rendono omaggio al Dio del calcio scendendo in campo con la “10” e la scritta Maradona, scena altamente toccante (almeno per chi vi scrive); anche sul mega schermo per tutto il match vi è l’immagine dell’indimenticabile idolo azzurro. La gara è brutta, i ritmi soporiferi, i croati a tratti difendono a 6 uomini davanti al portiere ed il Napoli fa fatica a penetrare. Ci vuole un’iniziativa di Zielinski per sbloccarla; dalla sinistra in area, dopo un dribbling e un rimpallo vinto il polacco mette al centro tagliando fuori il portiere in uscita, si avventa Politano che in spaccata, contrastato dal napoletano Anastasio che collabora, la mette dentro. Nella ripresa solito copione, la testa per tutti è altrove; entrano Insigne e Lozano e confezionano il raddoppio con il 24 azzurro eccellente nell’assist a tagliare tutta la difesa croata ed il messicano ad eludere il tentativo di off-side e bravo a battere l’estremo difensore. Entrano pure Mertens, Lobotka (a cui viene negato il gol da uno splendido intervento di Nevistic) e Fabian Ruiz ma la nota più lieta è rappresentata dalla tenuta per l’intera gara di Ghoulam, evento che a memoria non accadeva da prima dell’infortunio grave. Il Napoli mette quasi in cassaforte il passaggio del turno.

MERET 6,5: doveva essere una serata di sola presenza e quindi al primo tentativo croato risponde in maniera incerta ad un tiro francamente non irresistibile. Ma dall’angolo che ne segue il ragazzone dagli occhi di ghiaccio sfodera una parata superlativa andando a togliere la sfera all’angolino. Pronto anche su un antipatico retropassaggio che somiglia più ad una sassata. Coraggio Alex, prenditi quello che ti appartiene…

DI LORENZO 6: occhi puntati sul buon Giovanni che domenica scorsa ne ha combinate di cotte e di crude. Ma siamo sicuri che per il ragazzo che non riposa mai si sia trattato di un semplice e fisiologico passaggio a vuoto. Contro il Rijeka nessun problema.

MAKSIMOVIC 6,5: i palloni che transitano nell’area di rigore come sempre sono calamitati e spediti via con senso della posizione e sicurezza. Anche l’uscita palla al piede è più convincente del greco, Nikola che piaccia o no, è garanzia di rendimento.

KOULIBALY 5: caro Kalidou i napoletani ti amano e sono dalla tua parte. Fatti però un esame di coscienza e qualora avessi bisogno prenditi anche un breve stop, non esitare. Il difensore visto domenica scorsa e nella notte europea contro i modestissimi croati non è il gigante onnipotente che abbiamo avuto il piacere di ammirare. Muric spesso lo manda al bar e non stiamo parlando di Messi…

GHOULAM 6,5: sono di parte e lo considero uno dei terzini più forti del pianeta. Certo che non gioca da 3 anni ma la prova appare incoraggiante così come i tanti contrasti aerei saltando davvero in alto apparentemente senza nessun timore. Tecnicamente è una gara nella quale non può per svariati motivi eccellere ma un paio di mancini molto educati evocano tanti bei ricordi. Forza Faouzi, ti aspettiamo ma accelera!

DEMME 7: l’equilibratore del gioco partenopeo, colui che aveva dato ordine ad una squadra in preda al caos nell’immediato post-Ancelotti probabilmente era stato accantonato in maniera troppo rapida. Invece Diego, nel giorno del dolore più grande per l’altro Diego, l’idolo del suo papà, certifica l’assoluta importanza di una pedina del suo calibro in mezzo al campo. Il migliore di gran lunga, recupera e smista senza fare nessun errore, va pure vicino al gol. Giocherà con la Roma e si candida ad essere un pilastro della squadra, potete contarci. Al suo posto LOBOTKA 6, il quale inizia in sordina con il solito snervante compitino. Poi prende confidenza, rischia maggiormente la giocata e va vicino al gol con un gran tiro da fuori respinto dal portiere.

BAKAYOKO 5: il gigante del centrocampo azzurro incappa in una gara davvero mediocre dove saltano agli occhi pesanti errori di misura anche nei passaggi più semplici.

POLITANO 6,5: spesso tende a strafare o a portare troppo spesso palla andando ad impelagarsi in situazioni intricate e spazi angusti dai quali esce naturalmente sconfitto. È però in uno stato di grazia soprattutto fisico e questo gli consente di stare sempre sul pezzo come in occasione dell’iniziativa di Zielinski che Matteo va a chiudere da manuale seguendo l’evolversi dell’azione. Uomo di Coppe. Esce per LOZANO 6,5 al quale bastano 10 minuti per colpire e chiudere il match. Bravo come sempre a sorprendere alle spalle la difesa avversaria sul filo del fuorigioco dettando il passaggio ad Insigne. Dopo la prova opaca contro il Milan ci aspettiamo il riscatto.

ZIELINSKI 6: gioca alle spalle della prima punta in una posizione che secondo il mio modesto parere potrebbe davvero consacrarlo. Bisognerà però attendere il ritorno ad una perfetta forma fisica minata dal micidiale virus che lo ha colpito. Nonostante la condizione non eccellente la sua classe gli consente di impacchettare l’assist per il vantaggio partenopeo. Al suo posto INSIGNE 6 che si divora almeno due occasioni per la gioia personale nel giorno dell’addio al grande Diego. Saremmo stati curiosi di vederne l’esultanza ma ci auguriamo di attendere pochi giorni… Lorenzo comunque timbra il cartellino con lo splendido ed illuminante lancio per Lozano che chiude i giochi.

PETAGNA 5: si dà da fare Andrea, spesso impegnato in generosi allunghi che esaltano il suo strapotere fisico. Per il momento però siamo lontani da quello che si aspettano i tifosi verso un bomber che indossa la maglia azzurra. Al suo posto nei minuti finali FABIAN S.V.

Gattuso: importante vittoria in una serata strana, particolare e dopo aver clamorosamente toppato nel big-match di domenica con il “suo” Milan. Ha fatto tanto dal suo arrivo e gli perdoniamo anche qualche errore; corregga però il pensiero su Diego, non mi è piaciuto il passaggio sull’uomo, forse ancora non ha capito nulla offuscato dai tanti nebbiosi anni trascorsi in Padania. Fai l’allenatore Ringhio e non sbagliare più nulla…