Stati di Grazia e di Emergenza

Festival delle Periferie

I° Edizione

Sabato 28 luglio ore 21.00, il Nuovo Teatro Sanità presenta al TAN (Teatro Area Nord), Dramma nell’aria da Jules Verne della compagnia B.E.A.T Teatro, spettacolo vincitore della sesta edizione della rassegna Sipari d’Emergenza, dedicata alle giovani compagnie e selezionato per il Milano Off F.I.L. Festival 2017 e per il Festival Avignon Le Off 2018.
Su una mongolfiera di carta pesta che libra leggermente nell’aria viene rappresentato un dramma della fragilità umana, in scena, Roberta De Pasquale (una sconosciuta), Arianna Cozzi (un ragazzo) e Gennaro Maresca (il proprietario della mongolfiera), che firma anche la regia; l’adattamento è invece di Fabio Casano.
Siamo nella metà del 1800 e un giovane uomo francese, nella conduzione cinica della sua esistenza, fa di una delle più belle scoperte dell’uomo il suo modo per vivere: il volo. Continuamente si esibisce nelle grandi piazze, mostra la sua mongolfiera e saluta dall’alto le folle, ma qualcosa, nella grigia Francoforte sul Meno, sembra non funzionare. Quando il silenzio dell’aria lo avvolge, il Proprietario, questo il nome del protagonista, si rende conto di non essere solo nel suo pallone, ma di aver visite. Ecco che gli si presenta lo Sconosciuto con le sue megalomani idee di uomo, scienziato forse, a cui nessuna istituzione ha dato ascolto. Una diatriba contornata di vino, musica, un macaron e tante litografie sul volo si trasforma in un assurdo sequestro di persona.

 Dramma nell’aria da Jules Verne vuole mettere in scena un racconto un po’ commedia e un po’ tragedia. Un piccolo Pierrot, o anche un Chaplin.
A proposito del suo lavoro teatrale, il regista Gennaro Maresca spiega: «Con gli attori ho giocato tanto. In scena ci sono due personaggi che ho voluto descrivere come due nessuno. Il proprietario di mongolfiera potrebbe essere “un” proprietario di mongolfiera, un cinico o meglio, uno che non s’importa nulla della grandezza delle scoperte umane che invece decanta alle presentazioni nelle fiere. L’altro è “uno” sconosciuto, un illuso poeta della scienza che vive sotto il peso insopportabile della sconfitta e del mancato ascolto. Due nessuno che si dimenano, litigano sul senso delle cose nell’aria, tra il rischio della morte e l’amicizia, tra un bicchiere di vino, un macaron e una scia di illustrazioni sul volo che lo sconosciuto farà volare nell’aria.Nell’aria si consuma un dramma, che diventa dramma ancora di più quando fa ridere».

A chiudere il secondo segmento del Festival delle Periferie, sarà, domenica 29 luglio ore 21.30, la compagnia Gli Alberi di Canto Teatro con “Lei Kurt Weill”, recital sui songs di Kurt Weill e le poesie di B. Brecht, con Patrizia Spinosi e l’ensamble formato da Michele Boné e Josi Auriemma, per la regia di Mariano Bauduin. Protagonista del panorama musicale della prima metà del Novecento, Kurt Weill si distingue per la sua capacità di assorbire le diverse correnti tematiche e stilistiche del tempo, senza consegnarsi a nessuna di esse, ma elaborando una cifra propria, inconfondibile, che ci permette di considerarlo quale indiscusso maestro dell’Espressionismo. I personaggi femminili cantanti da Weill hanno insito un desiderio rivoluzionario: usare la lotta per ribaltare il divario sociale e le differenze di classe. Seppure seducenti le donne weilliane cantano con il coltello nascosto in una mano e la pistola dentro la giarrettiera.