Era il mese di febbraio del 2017 quando Jorit Agoch , un piccolo omino su una grande impalcatura, armato di colori e sentimenti, diede inizio a un’opera  destinata a fare storia. Gli occhi dei passanti, rivolti all’insù, seguirono l’impresa, tratto dopo tratto, restando incantati quando apparve chiaro chi fosse il protagonista di quel megalavoro:  il volto del Pibe de Oro copriva l’intera facciata laterale del primo di due edifici di Taverna del Ferro, a San Giovanni a Teduccio, il grigio del cemento armato coperto da mille colori, donò al quartiere il più grande murales al mondo di Maradona.

Esseri Umani e Dios umano - Jorit Agoch

Esseri Umani e Dios umano – Jorit Agoch

La scritta ai piedi del ritratto recitava: “Dios umano“, una dicitura che lasciò perplessi in tanti, diventando da subito argomento di confronto insieme all’orgoglio per tanta bellezza.

Il ritorno di Agoch, in questi giorni, ha riempito tutti di gioia.  Con centinaia di bombolette spray, l’artista ha completato l’opera sulla facciata del palazzo gemello e lo ha fatto a modo suo, con il suo stile, con la sua anima, con  un vero e proprio capolavoro di Street-art.  Ancora una volta ci ha stupiti e ha lasciato in noi tanti spunti di riflessione. La sua nuova opera, raffigura il volto di un ragazzo, uno scugnizzo, riprodotto in due prospettive diverse. Nella parte superiore il ragazzino ha il capo abbassato e gli occhi chiusi, in quella sottostante, solo gli occhi. Occhi luminosi che guardano avanti, lontano, quasi a riscattarsi, occhi pieni di speranza, occhi in cerca di futuro.  Firma la sua opera con due cicatrici profonde sul volto, segno distintivo di  “umanità” che accomuna i suoi soggetti.

Sotto al gigantesco murales la scritta “Essere Umani”.

murales - Jorit Agoch

murales – Jorit Agoch

L’artista della bambina di Ponticelli, del San Gennaro a Forcella, di Massimo Troisi a San Giorgio a Cremano e di Hamsik a Quarto, con quest’opera mette in risalto quella umanità che accomuna, il dio del calcio divinità umana ad una persona del popolo.

Jorit, l’artista napoletano di madre olandese, che firma i suoi capolavori con lo pseudonimo “Agoch”, con le sue opere è riuscito a portare attenzione in una periferia troppo spesso dimenticata e sicuramente a contribuire alla riqualificazione di questi quartieri facendoli diventare musei a cielo aperto.

Carmine Schiavo

Ph Carmine Schiavo