Il Covid non frena l’esodo prenatalizio da Nord a Sud: la tratta Milano-Napoli Freccia, gestita da Trenitalia, registra già quasi il tutto esaurito per il prossimo weekend. Ridotte al lumicino le speranze di acquistare un biglietto per chi ancora non ci è riuscito: causa norme antivirus infatti, da tempo i treni hanno diminuito della metà la capienza e su rotaia viaggiano solo il 30% dei convogli disponibili.

Il vertiginoso aumento della richiesta è dovuto in primo luogo alla già citata riduzione dei servizi ferroviari, così come alla cancellazione dei voli diretti tra uno stato e un altro, e all’interno dei singoli paesi stessi. Ciononostante, nei principali snodi ferroviari come Milano Centrale, la situazione appare tranquilla e non si segnalano code o assembramenti degni di nota. La maggiore concentrazione di persone si starebbe verificando nei punti di partenza dei bus, che transitano verso sud o in direzione degli aeroporti.

Tra l’altro, a chi con largo anticipo si è accaparrato il ticket viaggio per fare ritorno a casa dalla propria famiglia, la spesa è risultata alquanto esosa. A tal punto da far scattare, non più di due giorni fa, un’indagine dell’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che ha “inviato una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario (Trenitalia e NTV) – come rende noto Federconsumatoriin relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte servite e al significativo aumento dei prezzi dei biglietti che si registra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020-15 gennaio 2021“. Nemmeno a farlo apposta, le tratte più penalizzate risulterebbero quelle verso il meridione: sempre secondo l’ente che difende i consumatori, l’anno scorso è stato registrato un +144% alla voce rincaro prezzi, e sempre durante il periodo natalizio.

Pertanto, l’Authority ha chiesto ai due colossi di comunicare i criteri utilizzati “per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili e i criteri con cui vengono determinati i prezzi“. Risposta che non si è fatta attendere: se Trenitalia si limita a dire che “il listino con i prezzi base è immutato da oltre un anno e mezzo e non ci sono stati né sono in programma aumenti“, Ntv pure conferma “di aver, come sempre, agito nel pieno rispetto delle norme a tutela dei consumatori e del mercato“, ma si dichiara pronta a rispondere “con trasparenza e tempestività” alla “richiesta legittima” dell’Antitrust.