8 mesi. E’ questa la durata della pena richiesta dal pm Antonio Rinaudo per lo scrittore Erri De Luca, con l’accusa di istigazione al sabotaggio.

Il processo, avvenuto nella giornata di lunedì 21 settembre, ha visto susseguirsi le accuse del pm e i tentativi di difesa dell’avvocato Gianluca Vitale, legale di De Luca.

Rinaudo ha affermato che 8 mesi sono il tempo minimo e massimo per la condanna dello scrittore, una pena che ha ricevuto qualche sconto, in seguito alla disponibilità dell’accusato a rispondere a una serie di domande. Per Rinaudo, De Luca è colpevole di essere stato a conoscenza della presenza di molotov, quando nel 2013 rilasciava dichiarazioni riguardo la necessità di sabotaggi e vandalismi per contrastare “la malvagità di un progetto come quello dei Tav.”

Il pm ha affermato che, – nonostante la libertà di pensiero, le istigazioni alla violenza dello scrittore non possono passare inosservate e non possono essere, perciò, tutelate – .

La difesa, che, al termine di un’arringa di due ore, ha chiuso citando il generale De Gaulle riguardo la libertà di pensiero, ha posto una domanda finale al giudice Immacolata Iadeluca:” Questo processo è importante perchè parliamo di libertà di manifestazione del pensiero e perché l’Italia sta affrontando un esame con questo processo: le chiedo, giudice, di decidere se le parole di De Luca, che inducono a una riflessione, possano essere pronunciate in un sistema democratico. Se la risposta è sì, allora Voltaire può continuare a esprimere le suee idee. Se è no, allora Voltaire può essere arrestato”.

Il ritorno in aula è previsto per il 19 ottobre 2015.

Davide A. Cutolo