Napoli ha un’antica capacità di adattamento sia per le sue condizioni morfologiche con il vulcano che per la sua storia di invasioni e presenze che le hanno imposto di adeguarsi. Il dialetto ha assorbito lingue straniere, ad esempio. L’Italia è un centro sperimentale, Napoli è ancor più di un esperimento e continuerà ad essere un posto leggendario e insostituibile nella conoscenza del nostro Paese. Sono moderatamente ottimista per il futuro di Napoli, così Erri De Luca, con un suo messaggio d’amore alla città, durante una trasmissione radiofonica su Crc Targato Italia.

È cambiata la nostra precedenza. Il Governo invece di occuparsi di economica, si è concentrato sulla salute pubblica. Non c’è più la priorità dell’individuo, ma la priorità è per la collettività” – continua lo scrittore – “non solo impossibile ma è inimmaginabile. Una nazione perde 10% del pil e non cade nel disastro, anzi le borse prosperano. Stiamo assistendo a una nuova narrativa del nostro rapporto con il pianeta, abbiamo soffocato la vita biologica, questo virus ci impedisce di respirare. Occorre avviare un nuovo patto con la natura“.

Per De Luca un intero modello economico si è compromesso: “qualcosa è cambiato irreparabilmente. Già sta succedendo qualcosa di straordinario, il crollo del prezzo del petrolio che costringe le compagnie ad investire in energie alternative e rinnovabili. Non si trovano più biciclette in Italia, per fare un esempio” – ed aggiunge – “Siamo all’inizio di un esperimento. Di una vita nuova. E ci stiamo già adeguando, il comportamento degli italiani è stato esemplare. Chi l’avrebbe mai detto che avremmo obbedito alle regole? L’Italia è un terreno sperimentale“.

Infine un’anticipazione sulla prossima pubblicazione: “ho in cantiere nuovo libro su relazioni estreme tra genitori e figli“.