Intervista esclusiva di Napoliflash24 a Erri De Luca

Lo scrittore racconta il suo impegno sociale attraverso la scrittura

Comunque vada la tua scrittura, che sia gradita o ignota, difendine il diritto per chiunque. E se ti costerà pagane allegro il prezzo, sei scrittore e hai responsabilità civile della libertà di pubblica parola. ( da Tentativi di scoraggiamento a darsi alla scrittuura): Erri De Luca ha deciso di schierarsi a favore dei movimenti che contestano l’Alta Velocità in Val di Susa. Per le sue parole è stato incriminato. A gennaio affronterà il processo a Torino. Ci anticipa: in difesa delle sue parole e della val di Susa pubblicherà un nuovo libro.

La vita di Erri De Luca tra militanza, volontariato, impegno. Ritiene che lo scrittore abbia maggiori responsabilità civili?
Ha il vantaggio di un piccolo ascolto, può usarlo per dare voce a chi ne è privo, a chi è ammutolito, denigrato, offeso. Senza confondere un impegno civile con l’iscrizione a qualche partito.

Lontano da Napoli si vive da “Napolide”. Il termine l’ha coniato lei, può spiegarlo ai nostri lettori?
Apolide è una persona senza cittadinanza. Chiamo Napolide chi nato a Napoli ha rinunciato a quella cittadinanza. Ma anche se ne ha acquisita un’altra, resta uno che ha perso la sua polis. Mi vedo come un dente cavato di gengiva, che non può impiantarsi in un’altra e resta a radici scoperte.

Lei ha avuto un passato da operaio. Si può dire che la scrittura è un atto fisico? In che senso?
La scrittura che faccio è a penna su quaderno, ma di fisico ha un dispendio di energia simile a quello di radersi. Non posso usare la parola lavoro per la scrittura che faccio proprio perché ho conosciuto del verbo lavorare un’applicazione severa. La mia scrittura somiglia di più alla mia pratica di alpinismo , un tempo festivo.

Ne’ Il giorno prima della felictà lei ci ha raccontato l’emozione del’attesa della felicità, il prima più importante del dopo. Quanto crede Erri De Luca nella felicità?
Mi capita continuamente di essere felice all’improvviso per brevi istanti. Non li posso prenotare, arrivano e passano, come un venticello che asciuga un sudore. Un poeta mi ha convinto con una frase che dice:la felicità non è un diritto, la felicità è un dovere.

A quando il suo prossimo libro? Può concederci una breve anteprima?
La mia prossima pubblicazione non sarà un libro ma un pamphlet e riguarderà la incriminazione e il processo che affronterò a gennaio a Torino per le mie parole di sostegno alla lotta della Valle di Susa. Le mie parole sono state incriminate. Le difenderò con un pamphlet che Feltrinelli mi pubblicherà a gennaio e che uscirà contemporaneamente in Francia, Germania, Spagna presso i miei editori.