Negli scavi di Ercolano è stato rinvenuto un tunnel, che faceva parte del reticolo che si estendeva per la città antica, fatta di edifici pubblici e pozzi profondi dai dieci ai venticinque metri.

Al vedere questa galleria ho immediatamente pensato che da qui potrebbero essere passati i meravigliosi affreschi con Achille e Chirone, con Teseo e il Minotauro e le grandi statue degli imperatori della discendenza di Augusto che oggi ammiriamo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli“. L’emozione della visita al tunnel ha spinto Francesco Siriano, direttore del Nuovo Parco Archeologico di Ercolano, a rilasciare questo commento attraverso l’ufficio stampa: “Di questo specifico tunnel borbonico non vi era prima traccia e grazie a queste scoperte  si chiarisce ulteriormente la stratificazione della città moderna sulla città antica passando per il ‘700. Dopo la messa in sicurezza del materiale da costruzione si potrà esplorare il tunnel e approfondire le indagini“.

Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori di riqualificazione, che collegheranno la città antica e quella moderna, creando una cucitura fatta di percorsi panoramici. La notizia, diffusa tramite comunicato, datato 14 febbraio, segue l’annuncio del rinvenimento di resti di cervello di una vittima dell’eruzione del 79 d.C. Per la prima volta vengono scoperti resti umani di cervello vetrificati per effetto del calore prodotto da un’eruzione. Quando, a gennaio, si rese pubblica questa conclusione cui era giunta una ricerca del New England Journal of Medicine, si spiegò che la conservazione di tessuto cerebrale è un evento estremamente raro in archeologia.

Nell’unicità dei ritrovamenti c’è la spiegazione dell’investimento con cui si tenta di rafforzare l’attrattiva esercitata su turisti, cultori e curiosi, che nel 2019 lo hanno reso il parco archeologico più visitato, superato solo dal Colosseo e da Pompei. Dopo aver quantificato l’incremento dei visitatori in un cinque per cento, a inizio d’anno il direttore commentò così:

Il traguardo principale al quale tendiamo e grazie al quale stiamo accogliendo risultati molto soddisfacenti è la rete di sinergia che il Parco è riuscita a intessere con tutti gli attori istituzionali (Comune, Città metropolitana, Regione Campania) e con i luoghi della cultura. L’intero comprensorio vesuviano sta crescendo grazie alla buona azione di network elaborata dal momento in cui è partita la nuova gestione. Crescono con noi il Parco del Vesuvio, il Mav, Pietrarsa, la Reggia di Portici, il territorio intero, dove si è registrata l’aumentata permanenza dei visitatori sul territorio che da poche ore nel 2013 è passata a 1,6 giorni nel 2019 e il raddoppio dei gestori delle strutture di accoglienza nel solo Comune di Ercolano, giunte quasi a 200, con un ritorno di crescita culturale ed economica per un territorio che amplia sempre più i propri confini”.

Nell’ultimo triennio, ogni dodici mesi c’è stato un incremento delle visite registrate nell’anno precedente e, di volta in volta, si è avuto sempre il miglior traguardo assoluto della storia del sito.