Giochi di parole e cambi di identità, confini labili e contrasti tra desiderio e realtà. Al Teatro Galleria Toledo risuona la poesia di Shakespeare attraverso la riproposizione della sua ultima commedia giocosa e farsesca, “La dodicesima notte“, filtrata dalla regista Laura Angiulli.

Altre date utili per vedere lo spettacolo sono  martedì 12mercoledì 13giovedì 14venerdì 15sabato 16domenica 17 febbraio.

Paolo Aguzzi, Agostino Chiummariello, Michele Danubio, Alessandra d’Elia, Luciano Dell’Aglio, Michele Maccagno, Gennaro Maresca, Giuseppe Brunetti e Caterina Pontrandolfo riempiono ogni singolo spazio della scena, priva di scenografia eppure così viva nei costumi e ancor di più nelle voci e nelle espressioni di ciascuno di loro. La grandezza senza tempo dei versi di Shakespeare fanno il resto.

Se la musica è il cibo dell’amore, suonate ancora tanto, finché ne sia sazio“. Questo l’incipit della narrazione di una storia senza tempo e intrisa d’amore, attuale nel rispetto della migliore tradizione shakespereana.

Ritmo fluido e incalzante, personaggi dai caratteri ben definiti, interpreti di modi diversi di affrontare la vita, in una relazione con l’altro, che oscilla tra l’amore e l’inganno.

Tempo e luogo indefiniti, lasciano spazio a luci e ombre dell’animo umano, così ricco di contraddizioni eppure così bisognoso di essere amato e rispettato.

Il pensiero corre al maggiordomo Malvolio, tratto in inganno da una lettera falsificata, che lo induce a credere di essere amato da Olivia, la sua padrona. Ogni tentativo di farle piacere si trasforma in sberleffo, finché la donna, che ha conosciuto il vero innamoramento lo perdona, tentandone un riscatto.

Olivia è una nobildonna amata dal duca Orsino ma innamorata del suo messaggero, Cesario, che in realtà è una donna, Viola, a sua volta innamorata del suo padrone. Naufragata in Illiria assieme al gemello Sebastiano, morto, Viola aiuta i personaggi a muovere le fila del racconto, fungendo da deus ex machina. Insegna l’arte dell’affidarsi alla vita, è piena di garbo, tanto da portare l’eleganza sul palco, quasi danzasse sulle note di quella musica che è il cibo dell’amore.

Nonostante il lieto fine e l’ironia nel trattare i vizi umani, arriva allo spettatore la riflessione pungente di Shakespeare sui lati nobili e meno nobili dell’animo umano. Fa riflettere lo spettatore sulla propria capacità di lasciarsi vivere dall’altro, come fa Olivia cedendo al sentimento più che all’oratoria lusinghevole del paggio del duca Orsino, nonostante non avesse alcuna intenzione di cedere alla forza dell’amore. Come fa riflettere la giovane Viola, che si spinge oltre la natura, travestendosi e celandosi pur di vivere il lutto per la morte del gemello, mettendo in luce un altro risvolto dell’amore. Pure il duca Orsino impara ad affidarsi al sentimento che prova, decidendo di sposare Olivia, ovvero il suo messaggero scopertosi donna, piuttosto che continuare nel proposito di corteggiare la nobile Olivia.

Ciascuno di loro, senza lasciarsi spaventare dalle proprie debolezze, accetta di vivere pienamente, spingendosi oltre ogni convenzione e convenienza. Ben consci, finalmente, che, in fondo, “l’amore che cos’è? Non è il domani, ma la gioia del presente“. Un presente che Shakespeare traduce nel doppio lieto fine dato dalle giovani coppie e dal perdono di Malvolio. Un finale che non è banalizzazione del carpe diem, ma assume le sembianze di un progetto di vita.

TEATRO GALLERIA TOLEDO – STABILE DI INNOVAZIONE

via Concezione a Montecalvario 34 – t.+39 081425037  t.+39 08142582

dal 9 al 17 febbraio 2019
Galleria Toledo/produzioni
LA DODICESIMA NOTTE
da William Shakespeare