Il piano rifiuti per risolvere l’emergenza a Napoli sta funzionando: grazie allo sforzo dello stir di Caivano ieri sono state conferite 1400 tonnellate e adesso si recuperano le giacenze. De Magistris, però, lamenta una situazione di grave criticità: secondo gli ultimi dati statistici la quantità di rifiuti a Napoli e in Campania è cresciuta e, per contro, si è ridotta la raccolta differenziata nell’area metropolitana. Ogni giorno Napoli è popolata da circa 2 milioni di visitatori giornalieri, i cestini si riempiono in breve tempo e senza un’adeguata differenziazione si rischia il sovraccarico degli stir. Il problema è serio e riguarda anche la Regione, che dovrebbe occuparsi di una diversa distribuzione dei flussi negli impianti della Campania, e non da ultimo, per De Magistris, il governo nazionale che non consente ai comuni e alle società partecipate di indire concorsi: è difficile assumere e conseguentemente i servizi scarseggiano.
Già lo scorso agosto, l’assessore all’ambiente Raffaele del Giudice aveva chiesto al governo una cabina di regia nazionale per usare al meglio gli impianti e abbandonare i localismi: spesso le gare d’appalto per la gestione degli impianti sono deserte e le aziende rifiutano di investire al Sud. È questa una causa di notevole rallentamento dei processi, assieme alla mancata differenziata: gli stir (Stabilimento di Tritovagliatura ed Imballaggio rifiuti) ricevono rifiuti indifferenziati per trasformarli in combustibile di rifiuti (CDR) da mandare ai termovalorizzatori, dove vengono inceneriti. La trasformazione prevede la separazione dei materiali non combustibili e della frazione umida dalla restante parte, che può diventare CDR. La gestione dei rifiuti differenziati, destinati al riciclaggio e al compostaggio dell’umido, è diversa da quella degli indifferenziati, che vengono mandati agli stir. Se aumenta il carico di indifferenziata, cresce il rischio di appesantimento degli stir, che rischiano la rottura ed il rallentamento, come avvenuto la scorsa settimana: la conseguenza immediata di ciò è la mancata raccolta rifiuti, che finiscono con l’ingombrare la città. L’incenerimento non è da preferire alle altre modalità di smaltimento, in quanto, benché i termovalorizzatori servano a recuperare energia termica ed elettrica dalla combustione, è meno rispettoso per l’ambiente, e affinché non prevalga è necessaria una crescente attenzione alla raccolta differenziata.
A detta del sindaco, l’età media dei dipendenti Asia è sessant’anni e la quota 100, differentemente da quanto promesso, non è stata compensata da assunzioni, perché non c’è alcun piano straordinario in merito. Il sindaco conclude con un appello ai cittadini: ci vuole il contributo di tutti, chi ha un esercizio commerciale, una trattoria, un ristorante, un condominio ha il dovere di mantenere pulito, senza gettare ingombranti in maniera indiscriminata e curando la differenziata, perché il problema è di responsabilità collettiva.