Una delle categorie che più risentono e risentiranno della crisi economica durante e post emergenza è quella studentesca. L’attuale situazione sta fortemente pregiudicando il diritto allo studio delle categorie meno abbienti, col rischio di compromettere le carriere universitarie in corso e abbassare notevolmente il numero di immatricolazioni al prossimo anno accademico.
L’emergenza ha stravolto la quotidianità della comunità universitaria, a cominciare dalla didattica digitale: il digital divide impedisce ad una parte degli iscritti di frequentare i corsi di questo semestre. I disagi economici, inoltre, pregiudicheranno il pagamento delle tasse, che si tratti della terza rata di quest’anno o dell’iscrizione al prossimo anno accademico: l’ISEE 2020, necessario all’iscrizione al nuovo anno, presenterà le giacenze medie del 2018, dunque è necessario introdurre misure che tengano conto del recente crollo dei redditi, per tutelare gli iscritti e gli studenti che intendono proseguire il loro percorso universitario. Una delle categorie più penalizzate è quella di studenti fuori sede che, secondo l’ottava indagine Eurostudent 2016-2018, devolvono un terzo delle spese annue nel pagamento dell’affitto; inoltre, sempre stando all’indagine, soprattutto per i fuori sede in condizioni socio-economiche non privilegiate, il lavoro costituisce un’importante fonte accessoria di reddito. Un’altra categoria in forte svantaggio è quella di studenti che al momento del lockdown si trovavano in Erasmus all’estero o erano in procinto di partire: per coloro che non sono riusciti a rientrare in Italia crescono le spese impreviste; coloro che sono tornati o che non sono ancora partiti, invece, vedono messa a rischio l’opportunità dell’Erasmus, che è andata perduta per i laureandi, e rallentata la carriera universitaria.

Al fine di mettere in luce le critiche condizioni della categoria studentesca si sono mobilitati gli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa e quelli del Sindacato Universitario Link Napoli, in collaborazione con l’associazione universitaria L’Agorà degli Studenti. La mobilitazione dell’Unisob, che rivendica agevolazioni economiche, è nata dapprima su Facebook: dall’iniziale raccolta firme per una lettera al Rettore, si è passati ad una lettera all’assessore Daniela Villani che, sposando la causa, ha scritto al ministro Manfredi. Un’ulteriore lettera al ministro è stata scritta direttamente da una studentessa di Scienze della formazione primaria a nome di tutti gli studenti: al Governo sono richieste manovre “volte al superamento di ogni barriera di ordine economico” e “misure finalizzate a garantire l’universalità dell’istruzione, di modo che la situazione che attualmente grava su molte famiglie Italiane, non precluda la possibilità di proseguire gli studi.” In particolare è stata richiesta la riduzione di almeno del 50% della terza rata di quest’anno e il suo slittamento; una ridefinizione del piano delle tasse, adattabile alla situazione emergenziale ed una rivisitazione dei programmi didattici, con la sostituzione di testi tradizionali con materiale caricato dai docenti per via telematica. Gli studenti, inoltre, hanno dato vita ad una petizione che è possibile firmare al seguente link: http://chng.it/KR6ckWVm.

Gli studenti del Sindacato Universitario Link Napoli e dell’Agorà degli Studenti, infine, con una lettera al Rettore della Federico II, Arturo De Vivo, hanno rivendicato un’estensione della No Tax Area a fasce più ampie di iscritti, con una riduzione dei CFU necessari per accedervi o con una proroga della scadenza entro cui conseguirli, dal 10 agosto al 30 settembre; l’annullamento della mora per il pagamento ritardato della seconda e terza rata; la possibilità, per i laureandi che hanno sostenuto l’ultimo esame di profitto nell’a.a. 18/19 o che devono ancora sostenerlo, di laurearsi entro la prima sessione di laurea autunnale senza oneri contributivi; una maggiore fruibilità del materiale didattico, da articolarsi in soluzioni aggiuntive alle videochiamate, per agevolare coloro che dispongono di strumenti meno adeguati; un aumento degli appelli d’esame, per far fronte alle esigenze comuni, specialmente in questo momento d’emergenza; il proseguimento in smart working o, eventualmente, il rimando delle collaborazioni part time con l’Ateneo in cui erano impegnati alcuni studenti e, infine, maggiore chiarezza per gli studenti Erasmus, che attendono la possibilità di recupero dell’esperienza formativa all’estero o, in alternativa, la possibilità di richiedere il rimborso delle spese impreviste comportate dal lockdown.

La Regione Campania ha risposto alle esigenze espresse dal Sindacato destinando 10 milioni di euro a sostegno degli studenti di scuola superiore ed università per lo svolgimento della didattica a distanza e per il sostegno straordinario/una tantum a favore degli studenti fuori sede. Il governatore De Luca inoltre, ha informato della decisione di sospendere il pagamento degli affitti delle residenze universitarie per i mesi di sospensione dell’attività didattica in loco.
In data 31 marzo, inoltre, è stato proposto in Parlamento l’emendamento al Decreto Cura Italia formulato da Link Coordinamento Universitario e volto alla revisione dei criteri di merito per l’accesso al diritto allo studio: “In deroga al DPCM del 9 aprile 2001, per l’anno accademico 2019/2020, fermo restando il possesso dei requisiti relativi alla condizione economica, hanno diritto alla borsa di studio gli studenti che, per motivate ragioni attinenti all’emergenza COVID, non abbiano potuto acquisire al 10 Agosto 2020, i CFU necessari per conseguire i requisiti di merito per l’accesso alle borse di studio. Il numero dei CFU computati nell’anno accademico 2019/2020, ai sensi del periodo precedente, saranno decurtati dal computo dei CFU richiesti per gli anni successivi, ai fini del conseguimento dei requisiti di merito per l’accesso alle borse di studio. Questa misura vale anche per l’accesso alla No Tax Area per lo stesso anno accademico 2019/2020”.
Resta auspicabile, infine, un’indagine regionale per individuare le casistiche di locazione non regolarizzata, affinché il il sostegno socio economico non escluda nessuno.