Matteo Salvini ci prova ancora. In vista delle elezioni regionali, il leader del Carroccio ha passato la giornata in Campania per sostenere il candidato del centrodestra Stefano Caldoro. Ultima tappa a concludere la giornata di comizi, quella più delicata: piazza Matteotti a Napoli, indebitamente rinominata piazza delle Poste qualche giorno fa dal manifesto leghista – atto dalle chiare tinte nere proprie delle giacchette in voga 70 anni or sono. Ingente il dispiegamento di forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, dati i precedenti verificatisi a Mondragone qualche mese fa.

In un centro storico completamente blindato, che sta creando non pochi problemi alla viabilità, ad attendere l’ex vicepremier, una contro-manifestazione organizzata da centri sociali, movimenti antirazzisti, studenti e cittadini di qualsiasi età, pronti a ribadire il proprio denominatore politico comune: antifascismo e memoria della linea antimeridionalista della Lega Nord non troppo lontana nel tempo. “Leghista terrone sei lo scuorno del Meridione” lo striscione a capo del corteo che è partito da largo Berlinguer e diretto verso piazza Salvo d’Acquisto. Di contro, antistante al palco allestito per il comizio di Salvini, circa 1000 sostenitori ad attenderlo.

Prima di arrivare nel capoluogo campano, e passare per il campo rom di Giugliano, Salvini è stato duramente attaccato anche Torre del Greco da circa 1000 persone: fischi, slogan, contestazioni e perfino lancio di pomodori hanno accolto le sue parole sul palco allestito nella zona tra via Roma e corso Vittorio Emanuele chiusa al traffico. Il comizio è durato solo 5 minuti, con il capo della Lega costretto a risalire in macchina in tutta fretta. “Torre non si lega” le scritte riportate sugli striscioni dei manifestanti.