Si completa il quadro dei pretendenti nella corsa a Palazzo Santa Lucia, in vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre: è nata Terra, la lista ambientalista che ha deciso di schierarsi apertamente contro il governatore uscente Vincenzo De Luca. Ciclo dei rifiuti, diritto all’abitare e sanità i principali temi con i quali si proverà ad attaccare lo sceriffo salernitano. Lo sfondo green della proposta, è il denominatore comune che ha unito movimenti e partiti: dal comitato “Stop Biocidio” al centro sociale “Insurgencia“; senza dimenticare Rifondazione comunista, Comunisti italiani e soprattutto Dema, la base politica del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il 28 luglio, davanti all’assessorato per l’ambiente della Regione Campania, la presentazione delle candidature, con la coppia Stefania Fanelli e Luca Saltalamacchia nel ruolo di presidenti in coabitazione. La prima, consigliera comunale di Marano per Sinistra Italiana, il secondo, avvocato ambientalista.

Per l’occasione, in esclusiva a Napoliflash24, Stefania Fanelli si è espressa sugli obiettivi programmatici di “Terra“, e sui valori fondativi della neonata lista.

Consigliera Fanelli, ci spiega il perché della doppia candidatura uomo-donna?

Abbiamo scelto la copresidenza , la candidatura di un uomo e di una donna insieme, seguendo la lezione femminista e democratica del popolo curdo, un popolo per cui Luca (Saltalamacchia ndr) ha lottato con le armi del diritto.

Qual’è il progetto politico di “Terra”?

Finalmente siamo riusciti ad unire la sinistra sociale, composta sia da partiti che movimenti e comitati. La nostra non è un semplice cartello elettorale, abbiamo costruito nel tempo vertenze importanti sui territori, soprattutto rivolte alla tutela ambientale e al diritto all’abitare.

Quale sarebbe il primo obiettivo da perseguire, qualora la vostra lista dovesse vincere?

Innanzitutto cambiare il piano del ciclo dei rifiuti. Quello attuale è totalmente fallito. Noi puntiamo su una filiera pubblica che si occupi dello smaltimento dei rifiuti speciali, principale fonte dei roghi tossici. Dobbiamo superare la logica dell’inceneritore.

Su quali punti nasce il dissenso nei confronti del governatore uscente Vincenzo De Luca?

Sono tre i temi portanti: rifiuti, sanità e trasporti. Sulla questione delle ecoballe De Luca ha fatto poco, anzi nulla. Sul fronte ambientale – ciclo rifiuti, la sua gestione è stata fallimentare. Non ha realizzato l’impiantistica necessaria al compostaggio. Inoltre, soprattutto nell’ultimo anno, anche la situazione relativa ai rifiuti urbani è stata deficitaria. Un’ulteriore testimonianza che il piano va rivoluzionato. Non possiamo dimenticare poi la sanità, settore nel quale la Campania è al collasso. Sono tanti, troppi, i presidi ospedalieri chiusi. Un fattore, che di conseguenza, induce a rivolgersi al privato. Sui trasporti, noi daremo battaglia affinché i comuni dell’area metropolitana vengano dotati di una rete degna di questo nome. Nell’area nord, sarebbe importante realizzare il micrometrò.

Da un punto di vista elettorale, il bacino di voti sul quale punta “Terra” sembra avere connotati affini a quello di Potere al Popolo. Non c’è il rischio, per entrambi, di pestarsi i piedi?

Noi abbiamo provato ad instaurare un dialogo, ma Potere al Popolo ha deciso di correre in autonomia e con il proprio simbolo. La nostra idea era di unire le vertenze e fare fronte comune.