La Campania ha il suo nuovo (e vecchio) dominus: Vincenzo De Luca. Rieletto con maggioranza bulgara, ha ottenuto il 69.60% di voti, radendo al suolo ogni velleità delle opposizioni targate Caldoro e Ciarambino.

Nel quartier generale allestito alla stazione marittima di Napoli, lo sceriffo fa il suo ingresso trionfale intorno alle 20: tra gli applausi del suo staff, accolto dai flash dei fotografi e dalla stampa, numerosissima, ha sfoggiato un sorriso sornione e, in solitaria, ha tenuto la sua prima conferenza stampa del suo mandato bis. Foto di rito, e via con i ringraziamenti: in particolare “ai cittadini di Napoli” e a tutte le variegate compagini che lo hanno sostenuto in quanto “forze non ideologiche che si sono riconosciute nel lavoro di governo fatto in questi anni“. Parole scandite con linguaggio pacato e di circostanza, ma dense di significato politico. Il capoluogo campano rappresentava e rappresenta la sfida nella sfida. Guadagnarsi i favori degli elettori partenopei per assecondare le proprie mire espansionistiche in vista del prossimo appuntamento, di capitale importanza per gli equilibri campani: le comunali del 2021 a Napoli. Ma dalla politica campana a quella nazionale è un attimo. Le alleanze costruite nei mesi scorsi con ampie fette del centrodestra (è stata quella la vera campagna elettorale di De Luca) sono servite da un lato a picconare lo sfidante Caldoro, vittima sacrificale annunciata, dall’altro a lanciare un chiaro segnale al PD romano: la vittoria è tutta della persona piuttosto che del partito (che pure riesce ad essere il primo di coalizione in Campania con il 17.2%). Le porte di Palazzo Santa Lucia sono dunque serrate a doppia mandata. Ora, non si muove foglia che il governatore non voglia.

La partita interna, a questo punto, si sposta tutta sulla squadra di luogotenenti che affiancherà De Luca nel prossimo quinquennio. Ma quando manca poco alla fine dello spoglio dei seggi, spicca fra tutti il boom di preferenze ottenute da Mario Casillo, che sbaraglia tutti, con 41.450 voti (nel 2015 ne prese 31.307). Seguono Loredana Raia, che al momento è a 26.626 preferenze, e Bruna Fiola a quota 22.183. Di tutto rispetto anche i risultato di Francesco Emilio Borrelli, che nella lista Europa Verde si è guadagnato 15.440 voti. In terza battuta l’ex parlamentare Massimiliano Manfredi, che supera i 18.000 voti, mentre la capolista Giordana Mobilio arriva a quasi diecimila preferenze. Numeri importanti anche per Lucia Fortini, assessore all’Istruzione uscente, con 10.248 voti. Numeri simili anche per Vittoria Lettieri e Carmine Mocerino, entrambi oltre le diecimila preferenze.