Lavori in corso per Dema in vista delle elezioni regionali di settembre: il partito politico fondato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, sa di non poter assistere alla prossima competizione elettorale da semplice spettatore. L’ex pm, come noto, per non incorrere nel rischio di bruciarsi politicamente, ha deciso di non metterci la faccia, dato che la lotta sembra riguardare in primis Vincenzo De Luca (centrosinistra) e Stefano Caldoro (centrodestra). L’idea, dunque, è quella di creare una lista civica composta da tutti i movimenti antagonisti, che abbia lo scopo di portare la propria voce nel prossimo Consiglio regionale. Il simbolo, tuttavia, non sarebbe quello di Dema: la sconfitta è quasi scontata, ragion per cui il sindaco farà di tutto per tutelare la propria immagine. La vera notizia, riguarda le possibili alleanze. Alla convention di ieri, nella quale De Magistris ha chiamato a rapporto la base del movimento, è stato prospettato un possibile avvicinamento al M5S. Nessuna menzione invece, per Potere al Popolo che, sostenuto proprio da alcuni di quei centri sociali ai quali De Magistris vorrebbe attingere, qualche giorno fa ha ufficializzato il nome del proprio candidato presidente per le regionali: il 34enne Giuliano Granato. In ogni caso, di sicuro c’è ancora poco: è in atto una fase di riflessione e sondaggi, propedeutica a quella delle trattative vere e proprie. Il cammino non è dei più semplici. A Dema manca una classe dirigente che abbia il carisma necessario per competere ad alti livelli: senza la figura di De Magistris in primo piano, il rischio di uscirne con le ossa rotte è concreto.

Restano da valutare, in secondo luogo, i benefici conseguenti ad una eventuale riuscita dell’operazione: da un lato, garantirebbe all’amministrazione napoletana un supporto politico in più nel suo ultimo anno di mandato (da mesi ormai, la maggioranza boccheggia in Consiglio comunale, l’approvazione del prossimo Bilancio rappresenta uno spartiacque importante); dall’altro risponderebbe alle varie anime di Dema, che chiedono con insistenza al capo di correre alle prossime regionali per marcare il territorio soprattutto rispetto al governatore uscente Vincenzo De Luca.

Proprio quest’ultimo, acerrimo nemico dell’attuale sindaco di Napoli, è stato oggetto di una disamina politica nel corso della convention: scomodo, scomodissimo per il PD, che più volte ha tentato di esautorarlo senza però riuscirci, eppure necessario per mantenere il controllo sulla Campania.