Una voce discussa, circolata per diverse settimane, ha trovato le sue conferme: Antonio Ciriaco De Mita, 92 anni suonati, storico leader della DC e attuale sindaco di Nuscio (Avellino), ha presentato ieri la lista dei Popolari, che darà pieno appoggio a Vincenzo De Luca alle prossime elezioni regionali. “Quando su una questione io avevo delle obiezioni da muovere – ha raccontato De Mita – andavo da De Luca e parlavo, e lui mi diceva che era d’accordo. Siamo andati avanti così” ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio, che poi ha definito l’attuale governatore della Campania: “una sorpresa positiva“.

A chi gli ha chiesto di esprimersi su Stefano Caldoro, candidato del centrodestra e sostenuto proprio da De Mita alle regionali del 2010, l’ex democristiano non ha usato mezzi termini: “Questo che si candida presidente è di una mancanza di pensiero assoluta e la pontificazione che va facendo è più una cosa di miseria che di pensiero. Non può dire una cosa del genere perché lui è stato candidato per me e, anziché elaborare un programma, nominò un capo di gabinetto come responsabile del potere. Quando un presidente nomina responsabile un suo collaboratore vuol dire che non ha la testa per agire“. Bordate anche per Matteo Salvini. Il leader della Lega sarebbe espressione di una stupidità diffusa: “siamo in un periodo in cui il pensiero dei popoli è scomparso e resta la stupidità di quelli che parlano. Mi dispiace fare un solo nome ma basta fare quello di Salvini: se avete notato non ha mai un pensiero da esprimere ma solo un accenno da introdurre, è una parola a metà“.

In vena di un criticismo diffuso, De Mita ne ha anche per il Partito Democratico, e la logica delle liste-ammucchiate (circa 10) a sostegno di De Luca: “E’ niente, è senza pensiero (il Pd ndr). Io questa cosa l’ho intuita ed è stata elemento di rottura. L’ultimo congresso del Pd si è chiuso senza pensiero, è stata la prevalenza di un gruppo rispetto all’altro gruppo, come se le persone fossero candidate al governo e non alla realizzazione di obiettivi“. Chiosa finale sul ruolo prospettico che potrebbero assumere, nuovamente, i Popolari: “il nostro ruolo è mettere in difficoltà il niente. Ridiamo vita all’esperienza del Partito popolare in Campania non per fare una cosa autonoma ed eccezionale, ma perché riteniamo che in Campania ci sia un retroterra abbondante di disponibilità a recuperare questa cultura. La nostra – ha sottolineato – è un’iniziativa di rappresentanza della libertà democratica“.