Il difficile accordo raggiunto settimana scorsa dal centrodestra campano, per la candidatura di Stefano Caldoro alle prossime elezioni regionali, non ha affatto spento le lotte intestine tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia: giunto il momento di mettere su carta le liste elettorali, Matteo Salvini sta propagandando, a spese dei propri alleati, un repulisti per i cosiddetti impresentabili. Nel mirino, la famiglia Cesaro (Forza Italia), per le note vicende giudiziarie che hanno dato il via ad inchieste della magistratura per possibili intrecci tra camorra e politica. Un pressing, che a quanto pare, ha dato un primo risultato: Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania, getta la spugna, e annuncia il mancato rinnovo della propria candidatura. “Ho riflettuto a lungo e in queste elezioni regionali ho deciso di fare un passo di lato, nella serenità che mi ha sempre contraddistinto. Il presidente Berlusconi aveva dato l’ok alla mia candidatura, quindi è una decisione personale“.

Il forzista, ci tiene a defilarsi dalle vicende che riguardano il padre e senatore Luigi Cesaro, indagato nella maxi operazione dei Carabinieri del Ros che ha portato, tra gli altri, all’arresto di Antimo, Aniello e Raffaele Cesaro: l’accusa contestata è di concorso esterno in associazione mafiosa. “Sono incappato in un procedimento giudiziario per voto di scambio nel 2015, che è l’unico procedimento che mi vede protagonista. Nelle altre inchieste non c’è il mio nome. Sul voto di scambio sono sereno, finalmente a ottobre dovrebbe esserci un’udienza“. Ad esprimere vicinanza al collega di partito, Stanislao Lanzotti, capogruppo azzurro nel consiglio comunale di Napoli: ” Armando Cesaro ha dimostrato amore per la bandiera forzista . Io da dirigente lo ammiro e gli sono grato . Il suo gesto e’ di una forza politica straordinaria e denota qualità da leader . La risposta alla violenza mediatica sul suo nome e’ da grande uomo politico .  In un gesto solo ha dimostrato amore per la gente , per le sue idee e grande rispetto per il lavoro della magistratura“. In realtà, in difesa di Cesaro jr, si era già espresso settimana scorsa Domenico De Siano, coordinatore campano forzista, che aveva provato a rispondere a Salvini con la stessa moneta: “Il lombardo segretario regionale della Lega in Campania o è in mala fede o è male informato. Ci meraviglia, perché garantisti, che in fatto di impresentabilità sia così poco documentato su Forza Italia e sugli ex di Forza Italia che non ha esitato ad imbarcare nel suo partito in Campania“. In sostanza, aldilà degli ovvi tentativi di tutti gli attori in causa di serrare i propri ranghi, sembra che la campagna elettorale del centrodestra nella corsa a Palazzo Santa Lucia, non stia iniziando con i migliori auspici, con dei botta e risposta simili a quelli tra forze politiche di schieramenti avversi.

Di fatto, il caso degli impresentabili, resta un tema trasversale nei periodi di campagna elettorale: i partiti, con operazioni di facciata o concrete a seconda dei casi, sponsorizzano un restyling dell’immagine soprattutto in quelle regioni dove la criminalità organizzata accanto al potere economico, sa imbastirne anche uno di carattere politico. Sulla questione, negli ultimi giorni, si è fatta sentire anche Valeria Ciarambino, candidata presidente della Campania per il Movimento 5 Stelle, che davanti alla sede del Consiglio Regionale, ha lanciato il “patto liste pulite“: “l’atto che proponiamo è il minimo sindacale a cui ci si dovrebbe attenere quando ci si presenta al cospetto dei propri cittadini per chiedere la loro fiducia. Non pretendiamo troppo se chiediamo che un papabile esponente dell’istituzione più importante di questa regione non dovrà essere indagato reati per camorra, voto di scambio, corruzione o qualunque tipo di reato contro la pubblica amministrazione“. La pentastellata, ha chiesto pubblicamente ai suoi diretti avversari, Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro, di sottoscrivere l’iniziativa per un atto di lealtà nei confronti dei campani. A sostegno della la sua tesi, la Ciarambino ha ricordato che “alle regionali di 5 anni fa, la lista degli impresentabili stilata dalla Commissione Antimafia vedeva la Campania in testa per numero di impresentabili, tra coalizione di centrodestra e centrosinistra, con a capo gli stessi candidati presidenti di oggi. E non è certo un caso che la Campania sia tra le tre regioni con la maglia nera per corruzione“. Infine, la stoccata al capo della Lega, reo secondo la grillina, di voler promuovere una pulizia superficiale: “non basta dire, come si limita a fare Salvini, “fuori i Cesaro”, se poi in lista ci sono comunque gli esponenti di quello stesso sistema. Di un nome di può facilmente fare a meno, ma non si può fare a meno dell’industria elettorale che si muove dietro quel nome“.