Quando si parla di donne napoletane viene subito in mente Sophia Loren o Titina de Filippo, i volti napoletani per eccellenza, tra i tanti sono stati i talenti artistici della città,  ma la verità è che le donne partenopee hanno giocato un ruolo ben più importante nel corso della storia del capoluogo campano, a livello sociale, politico e culturale. Chi ha ideato il primo albergo di Napoli? Una donna. E chi ha fondato il primo ospedale moderno a Napoli? Una donna. Chi ha diretto il primo giornale politico di Napoli? Ancora una donna. A Napoli le donne hanno sempre avuto un ruolo determinante anche se raramente riconosciuto.

Eleonora Pimentel Fonseca

Eleonora nacque a Roma in una famiglia benestante  di origine portoghese e passò gran parte della sua vita a Napoli, in una Napoli che stava cambiando, una città che stava iniziando ad attirare il turismo internazionale. Eleonora era una donna moderna, poliglotta, aveva studiato scienze, economia, legge e astronomia, influenzata dall’Illuminismo, a soli sedici anni, iniziò a frequentare i più importanti salotti letterari.

La bella, giovane e intelligente giornalista, scrittrice e poetessa napoletana, fu  l’ispiratrice di Voltaire, che le dedico il famoso sonetto Beau rossignol de la belle Italie e attirò anche lo sguardo e la penna dello scrittore Pietro Metastasio. Voci di corridoio fecero diffondere il pettegolezzo di una presunta corrispondenza sentimentale tra i due, causando la separazione dal marito Pasquale Tria de Solis che aveva sposato nel 1778. Purtroppo il matrimonio fu un’unione combinata. Pasquale Tria de Solis puntava solo alla sua ricca dote, non la amava ed era violento, nel giugno del 1779, infatti perse il figlioletto Francesco di appena otto mesi, e poco dopo, perse un altro figlio per aborto procurato dalle percosse del marito dal quale riuscirà a separarsi solo nel 1786, dopo aver fatto richiesta al re per una separazione legale.

L’intellettuale napoletana svolse un ruolo attivo durante la rivoluzione che portò alla Repubblica Partenopea, tra il 1792 e il 1798, e fu arrestata numerose volte per il suo coinvolgimento. È probabile che, nella sua abitazione ai Quartieri Spagnoli, abbia spesso organizzato degli incontri segreti per discutere sui contenuti del Moniteur Universel, introducendo alcune copie della Costituzione Francese e ospitando anche colui che la tradí, tale Annibale Giordano, facendo il suo nome alla polizia borbonica.

Nel corso di una perquisizione, la polizia trovò una copia dell’Encyclopedie in casa di Eleonora, cosa che ne causò l’arresto.  Rilasciata nei primi giorni del 1799, nel Gennaio dello stesso anno, aiutò i rivoluzionari napoletani ad occupare Castel Sant’Elmo, contribuendo così a far entrare i francesi a Napoli. Il 21 gennaio 1799 scrisse un inno alla libertà per proclamare la Repubblica Partenopea, che non ci è pervenuto: “Ed Eleonora che scossa e concitata dagli straordinari avvenimenti, aveva composto in Sant’Elmo un Inno alla libertà, lo declamò tra gli applausi, ripetendo tutti a coro le strofe di odio ai re e di giuramento alla Libertà”. (Benedetto Croce)

 Nello stesso periodo, fu nominata direttore del Monitore Napoletano, il primo quotidiano politico di Napoli. Ciò che più fonti rendono noto è che scrisse dei versi offensivi sulla vita sessuale della sovrana, definendola priva di purezza e il 20 agosto 1799, Eleonora fu giustiziata.

Opere di Eleonora Pimentel Fonseca 

1768 In occasione delle nozze di Ferdinando IV con Maria Carolina d’Austria, scrive un lungo e complesso epitalamo: Il tempio della Gloria.
In occasione delle nozze di Gherardo Carafa, conte di Policastro, con Maddalena Serra di Cassano, scrive un sonetto, inserito in una raccolta miscellanea curata da Luigi Serio, dal titolo: Componimenti per le nozze dell’Eccellentissimo signore D.Gherardo Carafa Conte di Policastro, Duca di Forlì ec. con l’Eccellentissima Signora D. Maddalena de’Duchi di Cassano, e dell’Eccellentissimo Signore D. Luigi Serra di Cassano, Marchese di Strevi ec. con l’Eccellentissima Signora D. Giulia Carafa de’ Principi della Roccella.

1771 Un sonetto di Eleonora de Fonseca Pimentel è pubblicato, in occasione della morte di Monsignor Giovanni Capece, vescovo di Oria, nella raccolta miscellanea curata da Michele Arditi, intitolata: Componimenti per la morte di D. Giovanni Capece De’Baroni di Barbarano, Patrizio del Sedile di Nido, Vescovo di Oria.
Scrive due epigrammi latini, Ad auctorem e Ad eundem, pubblicati nella premessa al libro di Fr. Victorio de Santa Maria, intitolato: Docirina Christa e rosario de Nossa Senhora composta en metro.

1773 In occasione della nascita della secondogenita di Maria Carolina d’Austria e Ferdinando IV, la principessa Maria Luisa, Eleonora scrive un sonetto: A Maria Carolina Regina delle due Sicilie per l’Augustissimo parto d’una seconda Bambina.
Un altro sonetto è pubblicato nella raccolta curata da Luisa Bergalli, in onore di Caterina Dolfin, intitolata: Rime di donne illustri a Sua Eccellenza Caterina Doffina Cavaliera e Procuratessa Tron nel gloriosissimo in­gresso alla dignità di Procurator per merito di San Marco di Sua Eccel­lenza Cavaliere Andrea Tron.

1775 Partecipa, con un sonetto, alla redazione dei Componimenti poetici per le Felicissime Nozze di Sua Eccellenza, il Signor D. Vincenzo Revertera Duca della Salandra e & C. Coll’Eccellentissima Signora D. Beatrice De Sangro.
Per la nascita dell’erede al trono Carlo Tito di Borbone, Eleonora scrive una cantata: La nascita di Orfeo.

1777 Scrive Il Trionfo della virtù, un componimento drammatico dedicato al Marchese di Pombal, primo Ministro portoghese, che era stato vittima di un fallito attentato.

1779 Il 25 giugno le muore il figlio ed Eleonora compone per lui i Sonetti di Altidora Esperetusa in morte del suo unico figlio. Qualche mese più tardi sarà vittima di un pericoloso aborto, in seguito al quale comporrà l’Ode elegiaca per un aborto nel quale fu maestrevolmente assistita da M.r Pean il figlio.

1780 In occasione dell’apertura della Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere, avvenuta il 5 maggio, Eleonora scrive un sonetto, pubblicato in una raccolta dal titolo: Nella solenne apertura della Reale Accademia delle Scienze e Belle Lettere alla Maestà della Regina.

1781 Scrive La Gioia d’Italia. Cantata per l’arrivo in Napoli del Granduca e della Granduchessa delle Russie, in occasione della visita a Napoli dei Granduchi di Russia Paolo Petrowitz e Maria Federowna. In appendice alla cantata pubblica anche un sonetto: Alla Cesarea Imperial Maestà di Caterina II imperatrice autocratrice delle Russie.

1782 Per celebrare il ritorno dalla Sicilia dei sovrani, avvenuto il 7 settembre 1785, Eleonora compone una cantata, Il Vero Omaggio.

1789 Per la fondazione della colonia regia di San Leucio, Domenico Cosmi cura una raccolta di componimenti, dal titolo Componimenti poetici per le Leggi date alla nuova Popolazione di Santo Leucio ‑ da Ferdinando IV re delle Sicilie. Eleonora partecipa alla raccolta con un sonetto: Cinto Alessandro la superba fronte.
In occasione dell’abolizione della Chinea da parte di Ferdinando IV, scrive un sonetto in napoletano.

1790 Traduce dal latino l’opera di Niccolò Caravita, Niun diritto compete al sommo pontefice sul Regno di Napoli, corredandola di una premessa e di note illustrative.

1791 Dedica a Carlotta di Borbone, principessa del Brasile, un oratorio sacro, La Fuga in Egitto. Nello stesso anno traduce dal portoghese l’opera di Antonio Pereira de Figueredo, Analisi della professione di fede del Santo Padre Pio IV.

1799 Durante la Repubblica Napoletana è direttrice e compilatrice del «Monitore Napoletano» dal 2 febbraio all’8 giugno.(Lista da repubblicanapoletana.it)