Il Superbonus, col quale si finanzia la riqualificazione energetica della propria casa, grazie a una copertura pari al 110% delle spese di ristrutturazione, può dare ossigeno al settore delle costruzioni, nel quale si registra un forte aumento delle richieste di accesso alla cassa integrazione.

Ad accendere i riflettori sulla situazione in cui versano i lavoratori del comparto è il responsabile della Filca Cisl Salerno, Giuseppe Marchesano: “L’incertezza e la paura per l’aumento del numero di casi Covid nella nostra provincia sta di fatto provocando una forte contrazione delle attività lavorative edili“. La situazione sarebbe a un passo dal baratro, ma la tendenza negativa è di lungo periodo ed è stata inasprita dal lockdown dello scorso inverno. Secondo dati delle Casse Edili, dal 2008 al 2018 il numero degli addetti sarebbe diminuito del 49%, il salario si sarebbe ridotto del 38% così come il numero di ore lavorate. Nell’anno della Sars-CoV-2, il sindacalista paventa il “rischio di un’ecatombe” che fatica a pensare si possa ridimensionare grazie alle misure adottate dal governo tramite il decreto di agosto, ovvero le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Secondo il sindacalista, questi ammortizzatori sociali non darebbero garanzie certe sulla tenuta dei bilanci familiari dei lavoratori edili, costretti all’inattività, indotta dal lockdown e destinata a peggiorare col sopraggiungere dell’inverno, che già di suo comporta una contrazione delle attività produttive a causa delle condizioni climatiche.
Molti lavoratori, rischiano di non poter raggiungere neppure il numero minimo  di ore lavorate e versate alle Casse Edili, con le quali avrebbero la possibilità di richiedere un contributo economico per l’acquisto dei libri di testo per i figli, ed altre assistenze che la cassa edile riconosce ai soli lavoratori che versano contributi quando lavorano“, denuncia Marchesano. Nel primo trimestre del 2019, l’Associazione nazionale costruttori edili, in un report pubblicato lo scorso giugno, aveva evidenziato una piccola crescita degli investimenti nel settore privato, chiedendo che fossero accompagnati da opere pubbliche. Per fare chiarezza sullo scenario tracciato dal Covid-19, a inizio settembre l’Ordine degli Architetti di Napoli ha organizzato un incontro online con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. Si è chiarito che l’Ecobonus è finanziato al 110% per consentire ai cittadini di migliorare le proprie abitazioni senza costi onerosi purché si adottino tecnologie, materie e strumenti che, inquinando poco, consentano alle famiglie di risparmiare sui costi futuri di gestione. E, così, facendo, mettano in moto un circolo virtuoso che crea occasioni lavorative e riduce le immissioni di sostanze inquinanti o lo spreco di acqua e altre fonti di energia.

Guardato con attenzione anche da Paesi del nord Europa, l’Ecobonus è presentato da più parti come uno strumento capace di sostenere quella debole crescita degli investimenti privati nel settore edile campano, che anche l’Ance aveva registrato nel report pubblicato nel giugno dello scorso anno. Sull’incentivo statale crede anche l’Ordine degli Architetti del capoluogo campano che ha promosso lo Sportello unico delle professioni, un’iniziativa elogiata anche dal sottosegretario nella videoconferenza perché mira a sostenere imprese di costruzione e lavoratori del settore, alle prese con intermediari finanziari, ai quali si è chiesto di erogare contributi economici alle famiglie che vogliano ristrutturare gli immobili, forti della copertura statale. Il gruppo di lavoro dovrebbe allargarsi ad altri professionisti, così da favorire un lavoro di squadra che porti a una vera rigenerazione del patrimonio immobiliare.