Ieri sera (sabato 15) è stata cancellata la prima de “Il lago dei cigni”, in programma al San Carlo, per uno sciopero del corpo di ballo del teatro. La protesta ha avuto luogo per le precarie condizioni contrattuali. Da tempo, infatti, i ballerini e le ballerine del teatro denunciano l’“instabilità inaccettabile” delle proprie condizioni lavorative, dove su sessanta professionisti, soltanto quindici hanno contratti sicuri.

La decisione definitiva di annullare lo spettacolo è arrivata  mentre il pubblico era già in sala, causando numerose proteste dalla platea. Lo sciopero, inizialmente programmato per due giorni, sabato e domenica sera, è stato revocato per la serata di domenica. La prima è stata inevitabilmente annullata, ma sono invece confermate le repliche successive.

“La Fondazione Teatro di San Carlo insieme con tutte le altre Fondazioni Lirico Sinfoniche, ha più volte sottoposto con forza all’attenzione dei tavoli governativi e sindacali il problema dei contratti a termine, attualmente vincolati da norme assai restrittive. La riforma delle Fondazioni sarà all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri la prossima settimana, quasi certamente il 19 giugno” si legge in un comunicato ufficiale.

E’ stata la sovrintendente stessa del San Carlo, Rosanna Purchia, che prima dello spettacolo, dal palco del teatro massimo partenopeo, ha porto personalmente le scuse  al pubblico da parte dell’Istituzione, spiegando ragioni dello sciopero, aggiungendo che gli sforzi fatti per convincere il Balletto a non lasciare il palcoscenico vuoto sono stati vani. La sovrintendente tuttavia ha sottolineato che, la problematica che ha spinto a questo sciopero non attiene solo al San Carlo e a Napoli ma è una problematica nazionale riferita al Decreto dignità, che vincola moltissimo l’utilizzo dei contratti a termine e non riguarda solo il Corpo di Ballo, ma è atteso anche da Orchestra e Coro.