La scena del film “Don’t be a sucker” è profetica per capire la deriva che va assumendo la politica e l’etica del nostro Paese (link del video da guardare, in fondo all’articolo). Al di là del legittimo giudizio sul nuovo corso, va emergendo un dato di fatto: stanno saltando tutti i freni, i filtri, non del politicamente corretto – sarebbe il meno – ma del rispetto della dignità della persona. Ormai è tutto lecito, stiamo sdoganando gli istinti peggiori: dalla famiglia, che sarebbe, secondo un ministro, solo quella formata da uomo e donna – alla battaglia all’immigrato, identificato con il Nemico. E non potevano mancare i Rom, che Salvini vuole censire non in quanto singole persone, ma come un’etnia (è difficile usare un’altra espressione) specificando che i rom italiani “purtroppo” ce li dobbiamo tenere.
Qualcuno ci aveva provato con gli ebrei in un’altra epoca storica, con gli esiti che conosciamo.
Salvini cavalca e alimenta il nostro “lato oscuro”, e dà voce alla “società del rancore”, che ha bisogno di nemici: gli immigrati, i Rom. Una volta toccava anche ai meridionali che sono stati “redenti” solo per scopo elettorale. Così alza il tono contro chi non ci sta. Come emerge dalla polemica contro Saviano con la minaccia di toglierli la scorta.
Ma dove sta andando la società italiana ? Quali incubi rischiano di popolare i nostri sogni ?
Sarà bene ricordare il sermone del pastore Martin Niemoller (erroneamente attribuito a Bertold Brecht) : “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.

Patrizia Sgambati