E’ un giovane microbiologo che fa ricerca presso il dipartimento di Biologia dell’università Federico II e, dei venti vincitori italiani, è il solo legato a un’università del centro-sud. Ha ottenuto un finanziamento dalla Commissione Europea della Ricerca. Gli Erc Starting Grant sono concessi ai migliori ricercatori tra i due e i sette anni dal completamento del dottorato.

Si chiama Donato Giovannelli, ha una laurea triennale e specialistica in Biologia marina, conseguita presso l’università politecnica delle Marche di Ancona. Gli anni successivi alla laurea li ha trascorsi negli Stati Uniti e in Giappone, dividendosi tra l’Institute for Advanced Study di Princeton, la Rutgers University e l’Earth-Life Science Institute di Tokyo. “Il periodo all’estero e la collaborazione con il network internazionale di ricerca Deep Carbon Observatory hanno fortemente influenzato i miei studi e mi ha portato sempre di più a lavorare all’interfaccia tra discipline diverse“, ha spiegato il ricercatore, dicendosi grato per aver avuto l’opportunità di relazionarsi con esperti di geologia, geochimica e planetologia. All’estero, quindi, ha fatto proprio un approccio innovativo e interdisciplinare, che a distanza di anni si è rivelato utile ad aggiudicarsi il prestigioso finanziamento. Dal 2018 prosegue le sue ricerche a Napoli presso il
Dipartimento di Biologia, dove insegna Microbiologia Marina e Applicata. Intanto, è diventato anche co-fondatore di una startup tecnologica, Nano-Tech SpA, che si occupa di materiali compositi avanzati che negli anni è cresciuta fino a diventare una piccola industria altamente innovativa.

Il progetto che ho scritto mira a comprendere come la vita e il pianeta
siano coevoluti nel tempo. Tutta la vita ha bisogno di energia e la ottiene grazie a reazioni metaboliche di ossido-riduzione fatte da speciali proteine, chiamate ossidoreduttasi, che spesso utilizzano dei cofattori metallici
“, continua Giovannelli. “Le concentrazioni ambientali di questi metalli sono cambiate nel tempo durante l’evoluzione del pianeta, ma non abbiamo idea di quale ruolo questo cambiamento abbia avuto sull’evoluzione delle ossidoreduttasi e del metabolismo“. Il progetto, denominato CoEvolve, indagherà l’evoluzione della vita sul nostro pianeta attraverso le tecniche molecolari di ultima generazione e i modelli computazionali, cercando di far tesoro delle spedizioni in zone remote della Terra. L’ambizione è che i risultati possano far luce anche su vari ambiti scientifici. Molte speranze sono riposte nella comprensione dell’evoluzione del pianeta e nella creazione di nuovi biomateriali o molecole bioattive, perché: “Capire
come la diversità microbica possa essere manipolata grazie agli elementi in tracce
” spiega ancora Giovannelli, “apre numerose prospettive, e potrebbe permettere di manipolare il microbiota in modi nuovi, sia in ambiente che per la salute umana“.

Dopo aver chiarito le ragioni che hanno spinto l’organismo comunitario a erogare 2.1 milioni di euro per la sua ricerca, Giovannelli ha rilasciato alla stampa un ultimo commento, rivolgendo un pensiero all’Italia e a al capoluogo campano: “É emozionante essere di nuovo in Italia a fare ricerca ed ottenere finanziamenti europei, specialmente della portata dell’Erc. A Napoli ho trovato un ambiente scientificamente stimolante ed un sacco di supporto da parte dei colleghi e dell’ateneo, un ambiente dove fare ricerca e innovazione ad alto livello“.