All’interno del progetto di “musealizzazione diffusa” del sito archeologico, due Domus Pompeiane sono state ricostruite come erano prima dell’eruzione del 79 d.C. La”Fullonica di Stephanus“, antica lavanderia situata lungo via dell’Abbondanza, è stata ricostruita insieme ad una cucina dell’epoca.

Nella “Palestra grande” sono invece esposti in permanenza reperti organici – già inclusi nella mostra “Mito e Natura” da poco conclusa – integrati da un’ulteriore sezione di reperti naturalistici provenienti da Moregine.

Grazie a queste ricostruzioni si è potuto comprendere il funzionamento e l’organizzazione in particolare di una cucina del I sec. d.C. con la griglia in ferro per la carne ancora appesa alla parete e il vasellame necessario per la preparazione e la cottura degli alimenti disposto sul bancone. Gli oggetti di uso quotidiano oggi esposti provengono tutti dal deposito di Casa Bacco e sono stati identificati attraverso le “Librette Inventariali”, registri d’epoca che riportano il numero d’inventario dei pezzi, riferiscono dove sono stati trovati e forniscono brevi descrizioni.

Anche ri ostruzione della “Fullonica di Stephanus” rivela come questa fosse dotata di grandi vasche in muratura per il risciacquo, alimentate da un flusso d’acqua ininterrotto e di bacini in pietra per la tintura, il lavaggio e la smacchiatura, che avveniva utilizzando particolari tipi di argilla o di orina. Terrazze al piano superiore erano adibite all’asciugatura e ai trattamenti delle stoffe. Una pressa (il “torcular”) serviva a stirare il tessuto e a renderlo brillante.

La struttura è realizzata nel rispetto del contesto archeologico e non sigilla l’ambiente, permettendo il ricambio d’aria ed evitando la formazione di microclimi dannosi proteggendo così  i reperti archeologici.