Domani chiude la Whirpool di Napoli e non si fermano le manifestazioni e le proteste dei lavoratori. Per opporsi ad essa, il sindaco De Magistris e l’assessore Buonanno hanno lanciato l’iniziativa “Se chiude Whirlpool si spegne Napoli”: questa sera per protesta si spegneranno le luci di Palazzo San Giacomo, del Maschio Angioino e di piazza Municipio. Sulla vicenda si è espresso anche don Luigi Ciotti. Mi auguro veramente cari amici e amiche che, nonostante tutto, si continui a cercare una mediazione in extremis, un modo per salvare una fabbrica capace di realizzare prodotti di riconosciuta qualità e con la fabbrica salvare la vita e la dignità di chi ci lavora – ha detto in un messaggio rivolto ai lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli il presidente nazionale di Libera– . O quanto meno si garantisca agli operai, agli impiegati lasciati senza lavoro altre opportunità di guadagnarsi il pane e di garantire un futuro a se stessi e alle loro famiglie”.  

La chiusura dello stabilimento di via Argine significa centinaia di lavoratori senza più un lavoro. A nulla sono serviti mesi e mesi di vertenza e un braccio di ferro serrato per impedire lo stop alla produzione di lavatrici. Due giorni fa i lavoratori hanno bloccato il raccordo autostradale che si trova nei pressi della fabbrica.  “Se questo non succederà certamente non possiamo tacere. Tacere è rendersi complice, perchè il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi tace, di chi volta la testa dall’altra parte e lascia fare –  ha aggiunto -. Troppe scelte politiche impongono genuflessioni alla povera gente, ai tanti lavoratori e lavoratrici’’.

La decisione di chiudere sabato 31 ottobre, preannunciata già a luglio, sembra confermata nonostante in questi anni Whirpool abbia ricevuto aiuti pubblici in varia forma per un ammontare complessivo di circa 100 milioni di euro. In bilico ci sono 350 posti di lavoro e un indotto di altri 800 lavoratori interessati. ‘’Non si può ragionare solo in termini di cifre e di bilanci, ma anche considerando il rispetto per la dignità e per i bisogni fondamentali di tutti. Se le leggi dell’economia sono contrarie a quelle della vita, non c’è altra via che cambiarle alla radice, riportando l’economia al suo ruolo di garante del bene pubblico. Una economia contraria alla vita è inaccettabile–  ha detto don Luigi CiottiMa è inaccettabile anche una politica che la promuove, la alimenta e che la svincola da responsabilità. Una politica che in buona parte ha venduto al mercato la sua essenza di servizio e che anche nella vicenda della Whirlpool potrebbe dimostrare quella responsabilità e quella intransigenza etica che dovrebbe animarla”, ha concluso don Ciotti.

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