Potrei raccontare l’8 aprile di 2 anni fa, una delle giornate che i tifosi del Napoli hanno ancora impresse nella mente, sicuramente tra le più entusiasmanti della primavera del 2018, anno della corsa a due per lo Scudetto. Il giorno prima a Benevento la Juventus soffrendo oltremodo era comunque riuscita a neutralizzare e mortificare le velleità dei padroni di casa che si erano visti battere da episodi e rigori alquanto discutibili. Come sempre aggiungo. Gli azzurri a lungo andare stavano pagando questo logorante duello che anche l’anno precedente vedeva i bianconeri inanellare una serie incredibile di vittorie con decisioni arbitrali assolutamente e scientificamente appannaggio del club piemontese; quella Domenica 8 aprile appunto, il Napoli pareva aver mollato e dopo aver fallito un rigore con Mertens si trovò addirittura sotto di un gol a poco più di 10 minuti dalla fine per un gol di Stepinski. La gara sembrava stregata, errori, traversa, miracoli a ripetizione di Sorrentino, poi il gol ad 1′ dalla fine di Milik e la rete all’ultimo secondo del recupero che solo a pensarci vengono i brividi: Diawara che addomesticava quel pallone in mezzo all’area su angolo di Callejon e trovava quel piattone a giro nell’angolino. Venne giù il San Paolo quel giorno e la corsa disperata, quasi incredula del ragazzone guineano stava a testimoniare che il Napoli non era morto, ci credeva ancora. Ed infatti i partenopei guidati da Sarri lo vinsero quel terzo Scudetto, ma non lo leggerete mai negli annali… Ed allora io voglio ricordare una giornata di qualche anno prima, beh, in realtà più di qualche anno… 8 aprile 1990, vi dice nulla?

Quella domenica il Napoli era impegnato a Bergamo, campo ostico si sa; gli azzurri avevano subito la rimonta del Milan ma non avevano mollato, il testa a testa perdurava e le due squadre erano divise da un solo punto (Milan avanti). Ad un quarto d’ora dal termine dagli spalti una monetina colpiva il centrocampista del Napoli Alemao che subito si portava la mano al capo per controllare il danno e comunque per aver sentito dolore; all’epoca tale evento era solito risolversi con l’assegnazione a tavolino (0-2) della partita a favore della squadra di appartenenza del calciatore leso. Sul campo intanto il risultato non si era schiodato, così come a Bologna dove il Milan non riuscì ad andare oltre le reti inviolate. Nonostante un ricorso d’emergenza del Milan il Napoli si vide assegnati i due punti che permettevano ai ragazzi di Albertino Bigon di raggiungere in classifica il Diavolo; ancora oggi si parla di quella domenica ed i milanisti fanno notare quanto sia frutto di una furbata il secondo Scudetto del Napoli. Nelle immagini infatti si notava che il massaggiatore del Napoli Carmando in maniera decisa invitava il brasiliano a buttarsi a terra “costringendolo” anche a non far ritorno in campo. Una sacrosanta verità, un piccolo trucchetto o un grande inganno, ognuno la può vedere a modo suo ma che ha però bisogno di due puntualizzazioni doverose: la prima è che il Napoli ha goduto di una vittoria che era regolarmente prevista in questi casi(non era la prima volta, ricordo ad esempio con nitidezza almeno altri episodi analoghi precedenti), la seconda è che quel pomeriggio al Dall’Ara il Milan usciva con un punto dalla trasferta ma il campo aveva detto altro. E non parliamo di occasioni mancate o meriti, questo fa parte del gioco, ma di un gol assurdamente non assegnato ai felsinei con Marronaro abile a beffare Filippo Galli e Pazzagli ma con arbitro e guardalinee che non vedevano il pallone entrato almeno di mezzo metro nella porta rossonera. E nei racconti, così come ignobilmente fatto a trent’anni di distanza alla televisione olandese da Marco Van Basten, questo è un dettaglio che si omette. Colpevolmente. Ma il Napoli proprio a Bologna qualche settimana dopo ottenne una straordinaria vittoria (con il Milan sconfitto nella fatal Verona in contemporanea) e conquistò virtualmente il titolo, in maniera chiara, limpida, inequivocabile. Per buona pace del Diavolo, del popolo rossonero, di Van Basten e dell’8 aprile!