Inaspettata sconfitta per gli azzurri che davanti a 50mila spettatori subiscono una severa punizione dal Lecce di Liverani: 3-2 il finale a favore dei salentini capaci di ottenere 3 punti che pesano come un macigno per la lotta salvezza. Nella prima mezz’ora il Napoli è arrembante, entusiasmante, dominante ma a Fuorigrotta va in scena il festival degli errori sottoporta e così alla prima occasione i pugliesi fanno gol con Lapadula. Non ci voleva questa gara per capire che non è l’anno del Napoli: nella ripresa due minuti e Mertens, entrato per uno spento Lobotka, confeziona un cioccolatino che Milik trasforma nel gol del pareggio. Sembra la svolta per una vittoria facile degli azzurri che però si slegano e subiscono il raddoppio da uno scatenato Lapadula; ad un quarto d’ora poi l’episodio (ennesimo di una infinita serie) scandaloso firmato dall’arbitro Giua che non va al VAR per constatare un rigore solare su Milik. Verrebbe voglia di abbandonare questo sport malato, la giacchetta nera sale in cattedra e comincia a non fischiare più nulla a favore dei ragazzi di Gattuso come quel calcio di punizione dal limite che non sanzionato innesca la ripartenza del Lecce a cui sì che viene fischiato il fallo che porterà alla prodezza balistica di Mancosu per il 3-1 giallorosso. Serve a poco nel finale il bel gol di Callejon che accorcia le distanze e fissa il risultato.

OSPINA 6: tocca il pallone alla mezz’ora per respingere il pallone sui piedi di Lapadula per il vantaggio pugliese. Può nulla sul raddoppio dell’attaccante mentre successivamente è protagonista di almeno due interventi splendidi. Assiste impietrito alla prodezza di Mancosu.

DI LORENZO 5: i mesi trascorsi lontani dalla fascia di competenza lo hanno scombussolato probabilmente. Poco incisivo in proiezione offensiva, impreciso come non mai, si lascia beffare da Lapadula nell’azione del 2-1 leccese.

MAKSIMOVIC 5: non giocava da una vita e si vede, soffre i movimenti di Lapadula e gli inserimenti dei centrocampisti giallorossi.

KOULIBALY 4,5: commette un fallo per troppa irruenza nel momento migliore del Napoli e sembra un segnale di quanto avverrà successivamente. Torna il senegalese e tornano le sofferenze e gli strafalcioni. Kalidou non c’è più…

MARIO RUI 6: meriterebbe un voto altissimo, su e giù per quella fascia con continuità, lucidità e qualità. Peccato che stremato e frustato nella parte finale commetta falli evitabili e manchi qualche chiusura di troppo.

LOBOTKA 4,5: il Napoli gioca un gran bel primo tempo, grande intensità e buona qualità, ma mancano maledettamente gli inserimenti degli interni di centrocampo e soprattutto lo slovacco è un autentico fantasma. Tocca pochissimi palloni e non fa rientro nella ripresa, al suo posto MERTENS 6,5 a cui il Napoli non può assolutamente rinunciare. È lui ad inventare e confezionare la rete del pari di Milik; dopo non sarà più incisivo ma è colui che regala vivacità e che sembra mettere costantemente in ambasce la difesa avversaria.

DEMME 6,5: il direttore d’orchestra, l’equilibratore, la mente pensante ma anche un’infinità di palloni recuperati e contrasti vinti. Sbaglia il primo tocco intorno al minuto 87, prima di esibirsi in un assist notevole per il gol di Callejon.

ZIELINSKI 5: latita colpevolmente nel primo tempo quando però è autore di due clamorosi errori, uno a due metri dalla porta con un colpo di testa che finisce incredibilmente fuori ed un altro in una situazione di 2 contro 1 davanti a Vigorito con il polacco capace di fallire il facile appoggio per Milik. Nella ripresa gioca in un centrocampo a due, pare scuotersi ma è pura illusione, la giornata è di quelle terribilmente no!

POLITANO 5,5: parte bene, è ispirato e sembra essersi pienamente integrato nei meccanismi. Manca però una conclusione a tu per tu con il portiere per mancanza di fiducia nel destro e questo è fatto davvero grave. È vivace ma dura un tempo, nella ripresa non la vede più e dopo un quarto d’ora esce per far posto a CALLEJON 6,5 che impatta bene, punto di riferimento costante a destra dove prova in più di una occasione a metterla in mezzo per qualche compagno. Splendido il gesto che gli consente di entrare nel tabellino dopo più di un girone di distanza, ma è un gol tanto bello quanto inutile.

MILIK 5: timbra il cartellino per il più facile dei gol (e lo stava sbagliando!), però ha la colpa di fallire un facile colpo di testa nei primi minuti e sarebbe cambiato tutto. Poco reattivo anche in altre situazioni e non si fa apprezzare neanche quando si abbassa per tenere palla. Impacciato.

INSIGNE 5: Lorenzo stavolta stecca, gli riescono pochissimi dribbling e poche giocate capaci di innescare i compagni. Spreca una occasione con un debole sinistro e nel finale lascia spazio per l’ingresso di LOZANO S.V. sul quale preferiamo non esprimerci.

GATTUSO 5: se si sceglie di vedere tutto nero lo si può fare con eccessivo accanimento e troppa premeditazione. Il Napoli dopo poco più di venti minuti poteva già trovarsi in goleada e stava trascinando il pubblico per intensità e continuità offensiva. Ma quest’anno gli episodi girano tutti dalla parte opposta e per episodi intendiamo pure quelli che con intenzionale malafede la Lega attraverso la classe arbitrale fa pagare agli azzurri. Rischia la coppia centrale reduce da settimane di assenza e paga dazio, Lapadula, Falco e Saponara fanno un figurone e sembrano la reincarnazione del trio Didì-Vavà-Pelè!