Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Debolezze umane

Le colpe dei padri, si sa, non possono, non devono ricadere sui figli. Ma le antipatie, quelle sì che ricadono!

Mi sforzo di vedere il bene e il bello in un pargolo che, a onor del vero, non mi ha fatto nulla, eppure, se lo incrocio al fianco della mamma, che non mi ispirerebbe un senso di simpatia nemmeno se in tal modo mi assicurerei un posto a tempo indeterminato in paradiso, ecco, quando lo incrocio, non riesco a non pensare che faccia antipatica che hai… come quella di tua madre!

È politicamente scorretto, non è etico, è una piccineria, tuttavia mi viene naturale. Dopo mi pento e mi dolgo, ma nel preciso istante in cui la provo, considero la mia “intolleranza filiale” praticamente autorizzata.

Se c’è un padre, per esempio, che parcheggia nel parco correttamente, ma in un modo per cui io debba fare mille manovre per entrare e uscire con la mia auto, il figlio, seppure non abbia nemmeno la patente, mi provoca lo stesso fastidio fisico paterno, alla sola vista.

Se poi la sventura si accanisce, e genitori e figli della categoria finora descritta hanno pure la stessa voce, allora è la fine! Così come le mie orecchie non tollerano l’emissione anche solo di un fiato dell’adulto incriminato, altrettanto le stesse mi si ricoprono di bolle di allergia alla voce della prole. C’è poco da fare: l’antipatia è contenuta nel DNA e quindi viene ereditata. Potrebbe saltare una generazione, ma poi inevitabilmente si ripresenta e così i malcapitati figli, o nipoti, si dovranno sforzare il doppio, per farsi accogliere, almeno da me.

E se inoltre succede che figlio o figlia di madre o padre antipatici siano anche, di loro stessa natura, che so, un po’ ipercinetici, o saputelli, o invadenti, o sboccati, o puzzolenti, allora l’antipatia al quadrato inizia a fare ping pong da procreato a procreatore, senza che sia dato sapere se questa circolarità nefasta potrà mai trovare una via di fuga.

Tutto quanto declinato finora mi rende meschina, lo so. Il mio unico sollievo è che, non avendo figli, non darò seguito alla catena di antipatia che sicuramente pure da me ha inizio.

Embè, un lato positivo del non aver incrementato la natalità ci deve pur essere!

 

Luciana Pennino

 

“È assurdo dividere le persone in buone e cattive. Le persone si dividono in simpatiche e antipatiche.” (Oscar Wilde)