Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Deconcentriamoci, suvvia!

Vorrei esser capace di realizzare un’opera di distrazione di massa!

Un progetto ambizioso, perché presupporrebbe che io riuscissi a raggiungere le masse, e non è una cosa alla mia portata, diciamo le cose come stanno.

Un progetto velleitario, perché implicherebbe che ciò che dico riuscisse a essere così calamitante da portare l’attenzione di chi legge in un altro luogo.

E parlo, ovviamente, di luogo mentale, quello dove a volte ci ripariamo per trovare un abbraccio di serenità.

La questione è che, mentre sbocconcellavo l’ultimo pezzetto di luna, satolla di tanta selenità, capii che per smaltire bene sarebbe stato necessario fare su e giù per il treno dei desideri, per lo meno una quindicina di volte in un senso e altrettante nell’altro. Così feci e alla fine, sfibrata nei muscoli e irrobustita nella tempra, mi resi conto di aver solo ingannato il tempo, e me ne rammaricai: non vorrei mai ingannar nessuno. Ero comunque giunta a destinazione. Ma non era la mia. Avevo sbagliato treno: dovevo prendere l’altro, quello che all’incontrario va, pappara parapà, pappara parapà.

Scesi allora frettolosamente per non perdere la coincidenza con l’arcobaleno, e mi sistemai sulla striscia indaco: avendo pagato il supplemento potevo, una volta per tutte, capire che colore fosse, l’indaco! Inoltre lo scelsi a bella posta per leggere la posta, ovvero tutte le mail pervenute alla casella ricevo@nonsosetirispondo.com. Alla lettera successiva all’ultima, decisi di ricominciare da capo e di inviare risposte con contenuto esattamente opposto a quello già spedito, tanto i destinatari non se ne sarebbero mai accorti, ne ero certa. Mentre ero intenta a scrivere, l’indaco iniziò a sciogliersi e il mio paltò cambiò tinta, e poi la pelle e poi la chioma e poi le unghie e poi la lingua, e iniziai a emettere suoni tra l’azzurro e il violetto…

Insomma, volete sapere come finisce la storia? Ovviamente non lo so neppure io… però, forse, se siete giunti fino a questo punto, avete vissuto qualche minuto di dis-trazione, che spesso è l’unico trucco per sopravvivere, ovvero per attraversare indenni momenti pesanti.

Luciana Pennino

“Il segreto della vita è la distrazione, ovvero il dimenticarsi che esiste la morte.” (Luciano De Crescenzo)