Le Maratone di Tango!

Il termine è già di per sé  stesso esaustivo: si balla, si balla, si balla, fino allo sfinimento, fino all’ultima maglietta nello zainetto, fino a che i piedini delle ballerine gridano vendetta, in una frenesia degna delle Baccanti di Euripide quando si ricongiungono col Dio, folli di musica, di abbracci, di sintonie trovate, e di incontri inaspettati….

Ma voglio dare voce ai ballerini e, al di là delle meravigliose esperienze personali, mi farò portavoce di un pensiero, ormai dilagante: come mai sono nate le maratone  ed i raduni?

Dei raduni già abbiamo detto, ma le maratone?

maratona

Iniziamo col dire che in Italia ormai il tango è dilagante e straripante ed ahimè con la quantità è arrivata anche “squalità”… ora premettendo che il tango è di tutti ma non per tutti, i ballerini che studiano, si impegnano, soffrono, decisero da poco meno di una decina di anni fa, di consorziarsi e ritrovarsi tra di loro per ballare bene, della serie, “come colgo colgo, casco bene”, iniziarono con inviti quasi privati a spargere la voce dove si sarebbero incontrati per ballare il fine settimana, questo fenomeno dilagandosi e piacendosi vicendevolmente diede luogo alle strutturate e ufficiali maratone in giro per l’Italia e l’Europa.

Ma bando alle ciance sentiamo che ne pensa una ballerina brava, provetta:

Ciao Alessandra, entriamo nel vivo con uno dei temi più scottanti del tango “contemporaneo”.

– Cosa ne pensi della selezione per accedere all’iscrizione di una maratona?

Sono assolutamente contraria a prescindere, al concetto di selezione per vivere una passione, venendo meno così il concetto di socialità legato al tango….

-Cosa intendi per sociale, io per socialità vado a mangiare una pizza…

Il tango è nato per la condivisione fra famiglie, che con l’occasione di stare insieme ballavano tra loro e con gli altri, in questo caso la selezione prevede un limite fra umani, e un limite fra situazioni, ossia si associa ormai la qualità  e l’emozione intimistica del tango ad eventi a numero chiuso e selezionato a scapito di altri.

– Come lo risolveresti questo dilemma ?

Decentrando il tango di qualità anche in località più limitrofe, creando situazioni di interesse anche lì dove ancora non esistono…

In altre parole non essere accentratori ed esclusivisti, per dare spazio con la volontà di farlo, anche allo sviluppo di altre realtà, così facendo si otterrebbe una capillarità di qualità di ballerini senza disperderli sempre e solo nei soliti scelti posti!

-Sembrerebbe facile detta così,ma non mi hai risposto….selezione sì o selezione no? ti capita un ballerino imballabile per spirito sociale lo prendi?

Riservandomi che a tutti i bravi ballerini piace “ballare bene”, non disdegno però il lato umano dell’evento, per cui sempre accogliere, condividere e divertirsi con un gran sorriso…

Grazie Alessandra,

palla al centro ed alla prossima….

Dalla voce di una ballerina….

🙂

Edwige