Nonostante in sensibile calo del 20,7%, in Campania resta comunque ancora troppo elevato il tasso di disoccupazione. A dirlo è l’aggiornamento congiunturale sull’economia regionale presentato dalla Banca d’Italia. In particolare i livelli occupazionali, nel primo semestre del 2019, sono risultati in diminuzione in tutti i settori. Un calo dell’1,8 per cento, dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia (+0,7) e al Mezzogiorno (+0,1). La flessione dei livelli occupazionali, pur non risparmiando alcun comparto, incide in particolare nel settore delle costruzioni dove si registra una diminuzione degli occupati del 5,3 per cento. Per quanto riguarda il settore privato le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate trainate dalle trasformazioni di rapporti a termine.

Dati confortanti arrivano da Roma, dove sono stati presentati i risultati del modello self employment, una delle misure di Garanzia Giovani della Regione Campania. Secondo la fotografia scattata, la nostra regione si è confermata assoluta protagonista con ben 588 piccole aziende nate da giovani al di sotto dei 30 anni. «Garanzia giovani in Campania – ha spiegato l’assessore al Lavoro della Regione Campania, Sonia Palmerirappresentava una sfida ardua che dal 2015 ci ha visto stravolgere la prima programmazione della precedente amministrazione regionale, che diversamente avrebbe fatto naufragare questo importante programma europeo. La Giunta De Luca – ha ribadito Palmeri –  ha inserito sia il bonus occupazionale per spingere le assunzioni dei giovani NEET, sia il finanziamento per la creazione di impresa. Oggi ci poniamo in Italia come prima regione, con ben 588 nuove imprese nate da giovani al di sotto dei 30 anni e con oltre 40.500 assunzioni attraverso l’incentivo di Garanzia Giovani. Siamo riusciti a rendicontare tutti i 191 milioni di euro affidati alla regione e trasformati in opportunità formative e occupazionali. Non ci fermiamo, la nuova sfida di Garanzia giovani Campania sarà l’utilizzo consapevole di oltre 200 milioni di euro per creare prospettive di sviluppo e occupazione di giovani fino a 35 anni d’età».