Disfatta, difficile trovare un termine diverso per definire il finale di stagione del Napoli. Tantissime le occasioni sprecate da un gruppo poco solido, senz’anima, composto da tanti stranieri, qualche campione e un tecnico che difficilmente è riuscito a tenere unito lo spogliatoio.
Le aspettative di inizio stagione erano tutt’altre, con la squadra azzurra proiettata verso la lotta per il titolo. La classifica finale invece, mette in evidenza un divario mostruoso tra la Juve e le dirette inseguitrici. Il Napoli, dopo il 2 a 4 di ieri sera contro gli uomini di Pioli, chiude amaramente al quinto posto, dietro la Fiorentina di Montella. Benitez saluta il capoluogo campano, lasciando dietro di sè un cumulo di macerie e dimostrando alla seconda esperienza italiana, di non essere forse così adatto al nostro calcio. In una società come il Napoli, non ancora veramente strutturata e fondamentalmente gestita in toto dal presidente, il tecnico spagnolo non ha trovato un grande alleato per porre le basi per raggiungere i grandi traguardi che si era prefissato. Da domani bisogna ripartire, e tutti sappiamo benissimo che sarà difficile, anzi difficilissimo, soprattutto ripartire con l’ennesima rivoluzione, con tanti addii(il tecnico e Bigon in primis), pochi punti fermi e con i soliti problemi riguardanti l’assetto tecnico-tattico della squadra(emblematica la storica questione irrisolta in difesa e a centrocampo). Ora come ora ci vuole chiarezza, i tifosi non meritano di essere ancora presi in giro, il presidente senza gli introiti derivanti dalla qualificazione in Champions, avrà una disponibilità economica completamente diversa, sarà quindi automatico il passo indietro e il ridimensionamento del progetto. A prescindere da chi siederà sulla panchina azzurra, bisognerà formare un vero gruppo attaccato alla maglia e convinto delle potenzialità del progetto Napoli. Ci vogliono uomini spogliatoio, leader e perchè no, giocatori che conoscano bene il nostro calcio. Giocatori che si facciano spiegare da Maggio(ieri migliore in campo contro la Lazio), cosa significa da vicentino, diventare partenopeo di adozione e sposare in toto la causa azzurra, decidendo addirittura di chiudere la carriera qui.
Vedere ieri le lacrime di gioia di Felipe Anderson e compagni, ha fatto molto male a tutti i milioni di supporters azzurri sparsi per il mondo e ai 50mila che hanno affollato le tribune del San Paolo. L’errore di Callejon a tu per tu con Marchetti nel primo tempo e il rigore calciato alto sopra la traversa da Higuain al 76′ è emblematico di una stagione incredibilmente sfortunata, e di un Napoli che è riuscito a sprecare ogni occasione capitatagli per salvare la faccia.
La rivoluzione di cui sopra, se rivoluzione dovrà essere, dopo le cocenti delusioni di quest’anno, dovrà partire al più presto, senza fare inutili proclami, voltando veramente pagina e restituendo subito alla città, la dignità calcistica smarrita negli ultimi mesi.

NAPOLI-LAZIO 2-4
NAPOLI
Andujar, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, David Lopez, Inler, Callejon, Hamsik, Mertens, Higuain. All.Benitez
LAZIO
Marchetti, de Vrij, Gentiletti, Mauricio, Basta, Parolo, Cataldi, Lulic, Candreva, Djordjevic, Felipe Anderson. All.Pioli
GOL: 33’Parolo, 46’Candreva(L), 55′,64′ Higuain(N), 85’Onazi, 92’Klose(L)

A proposito dell'autore

Giornalista pubblicista dal 2014, grande amante di calcio, sport in generale, musica e storia contemporanea, collabora con Napoliflash24 dalla sua fondazione(2013). Curatore dal 2013 delle Rubriche "Largo ai giovani" e "Mondo Ultras" su ilnapolionline.com. In passato ha collaborato con il magazine "Thetripmag.com", il blog "letteraturateatrale.it", il portale "Forumitalia" e inoltre ha ricoperto nel corso del biennio 2013/2014, il ruolo di addetto stampa dell'ASD Partenope Soccer.

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