Non si placano le polemiche per la festa di compleanno di un giovane residente nel Cilento, alla quale ha preso parte anche Maria De Biase, dirigente dell’istituto scolastico comprensivo di Santa Marina, nota per le sue battaglie ambientaliste all’interno della scuola. Un comportamento da più parti contestato, per via del fatto che, in piena zona rossa, non sono consentiti assembramenti, tantomeno festeggiamenti. Il fatto risale allo scorso 15 novembre nel comune di Policastro Bussentino (frazione di Santa Marina, in Cilento), in un appartamento a pochi passi dal centro storico. “Si tratta di una vicenda molto grave. Mentre le scuole restano chiuse per evitare il contagio e tanti nostri concittadini lottano contro il virus, la dirigente scolastica partecipa ad una festa di compleanno in zona rossa, eludendo tutte le normative regionali e nazionali’’ aveva commentato la vicenda il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato che in un post pubblicato nelle scorse ore ha ammorbidito i toni spiegando: “Non volevo scrivere nessun post in merito ma dato i risvolti e le dichiarazioni della preside mi tocca parlare per spiegare con chiarezza cosa è accaduto.”

Il video ha fatto il giro delle chat: una spaghettata con i gamberi, qualche bicchiere di vino e canzoni popolari strombazzate con chitarra e fisarmonica. Una decina di amici in tutto, alla faccia dei divieti e delle norme anticovid. E qualcuno, come la preside De Biase, è arrivata addirittura da un altro Comune. ‘’Io come istituzione saputo della notizia e venuto a conoscenza dei contorni riguardanti tale evento, non ho potuto esimermi dal comunicare, prove alla mano, il tutto al Ministero dell’Istruzione ed agli organi competenti in materia a livello regionale – ha poi scritto Fortunato -“. La replica della preside non si è fatta attendere e via social, in un post poi rimosso, ha spiegato di esser salita a casa del festeggiato giusto il tempo degli auguri. La De Biase avrebbe anche ammesso di aver sbagliato, ma avrebbe poi sottolineato di esser diventata vittima di “Una gogna mediatica senza appelli. Roba riservata solo ai criminali e ai delinquenti“.