Le ricordate, le vecchie care lezioni teoriche dei corsi di Scuola Guida?

Io sì. E la prima immagine che mi bussa alla mente, nel rievocarle, è quella di una sfilza di cerchietti blu, triangolini rossi e bianchi, e una nube caleidoscopica di cartelli rettangolari.

Evidentemente, quelle lezioni sulla segnaletica stradale devono aver lasciato il segno, più di tutte le altre, in me, e forse anche in voi.

Ma ci pensate se, tra tutti quei segnali stradali, proprio in quel punto in cui la pagina si costellava dei dittatoriali tondini blu, sempre pronti ad impartire ordini, fosse spuntato anche il segnale d’obbligo di baciarsi?

Sì, “Obbligo di Baciarsi”. Con tanto di profilo maschile e femminile tracciati in bianco gesso, speculari, con le labbra poco distanti tra loro, e sormontati dalla frase “Kiss…please”. Dite che viaggio troppo con la fantasia?

In realtà, non viaggio né troppo, né in compagnia della fantasia.

Anzi, per l’esattezza, il viaggio è brevissimo, di un centinaio di chilometri da Napoli, procedendo verso Sud, e ci porta a Trentinara, un adorabile paesino del Cilento, a pochi passi da Paestum.

E la fantasia non l’ho messa in valigia.

Quel cartello stradale, così come ve l’ho descritto, è stato piantato proprio lì, in bella mostra, l’8 giugno di quest’anno, sulla Piazzetta Panoramica dalla meravigliosa vista che è valsa, al borgo, l’appellativo di “Terrazza del Cilento”.

L’idea di omaggiare il paese con questo segnale, già apparso, nel 2009, a Sirmione, per iniziativa del Comune della nota località turistica sul Lago di Garda, è di Michela Daniele, della Pro Loco di Trentinara, ma sembra essere nata insieme al borgo. Si tratta, infatti, di un vero e proprio invito all’amore che arriva direttamente dai due personaggi della leggenda trentinarese di Isabella e Saul, protagonisti di un amore appassionato e tragico, stilizzati, appunto, proprio su quel cerchio blu.

In verità, adesso, la mia mente si ostina a visualizzare non profili bianchi nell’atto di baciarsi, né pagine multicolori di un manuale di educazione stradale. Per l’ennesima volta, al pensare a Trentinara, borgo stretto tra il mistero della montagna e il fragore del mare, mi viene in mente un enorme ragno, con le zampe color calce e il dorso rosso tegola. Lui se ne sta lì, a tessere, tessere, senza fermarsi mai. Tesse rapporti con la realtà, con la contemporaneità, e quei fili diventano teleferiche di idee, autostrade di pensieri, trappole per ispirazioni.

Ma la materia prima di quei fili proviene unicamente da se stesso, dalle proprie viscere, ed è plasmata solo dalla maestria dei propri gesti.