Facciamo una distinzione tra gli strumenti in elenco tra quelli possibili, messi a disposizione dall’UE per affrontare materialmente le spese derivanti dall’emergenza Covid 19.

Ricordo che sono già attivi:

  • il Fondo europeo di garanzia per gli investimenti, che sta supportando la liquidità delle PMI (8 miliardi) attraverso la garanzia totale dei prestiti che queste aziende potranno richiedere, a tassi agevolati, presso le banche con cui lavorano.
  • Il fondo SURE a sostegno della disoccupazione e dei salari integrativi (179 milioni di euro)

Vi schematizzo gli strumenti in valutazione con degli esempi pratici più vicini a noi.

Del MES abbiamo già parlato approfonditamente qui. Ed essendo una soluzione poco conveniente economicamente, ma anche per dimensione dell’effettivo apporto di fondi, non entro nel merito della questione.

La differenza invece tra gli Eurobond e i Recovery bond ci può aiutare a capire perché, gli stati del nord sono così contrari ai primi e favorevoli ai secondi.

In pratica con gli Eurobond è come se tutti gli Stati membri andassero in banca a chiedere un prestito e firmassero una garanzia, per tutti gli altri, con tutti i loro beni. E’ come se delle singole persone garantissero coi loro beni personali un prestito fatto in comitiva tra amici.

E’ facile capire perché la Germania e l’Olanda che hanno un economia solida rispetto agli altri, non siano d’accordo nel garantire che noi, Italia, o anche Spagna e Francia che zoppichiamo un po’, riusciremo a restituire i nostri debiti. Se noi non ci riuscissimo, la Germania e l’Olanda che fanno da garanti dovrebbero provvedere a coprire i nostri debiti con le loro personali risorse. Quindi mutualizzerebbero il debito di tutti a loro spese.

I Recovery bond, invece, verrebbero richiesti con la garanzia del bilancio europeo. Che significa?

Che la garanzia di questi prestiti non ricadrebbero sulle spalle della Germania e dell’Olanda illimitatamente, ma solo riguardo alla quota che loro versano annualmente alla UE, come noi. Quindi la differenza sta nel fatto che stavolta sono delle SRL che stanno andando in Banca a chiedere un prestito co-garantito. Cioè la garanzia si ferma al capitale versato nel bilancio. Questo permette una redistribuzione del reddito dei Paesi UE più ricchi e che sono meno impattati dall’emergenza sanitaria (e quindi economica), verso quelli che stanno soffrendo di più (Italia e Spagna) senza mutualizzare il debito.

La soluzione Recovery Bond prevede un sostanziale ampliamento del bilancio della UE che è troppo piccolo per affrontare l’emergenza. Ciò significa che l’Italia dovrà versare più soldi alla UE, come tutti gli altri Stati membri, per potersi finanziare sul mercato con un tasso migliore, rispetto a quello che avrebbe se emettesse dei titoli di Stato direttamente.

Se vi interessa sapere come funziona il bilancio della UE, cliccate qui.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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