Quanti di voi staranno pensando che è proprio arrivato il momento di mettersi a dieta!?
Solo qualcuno si rivolgerà ad un professionista, mentre molti altri inizieranno a fare da soli.
Troppo spesso chi si mette a dieta in modo autonomo non lo fa per salute (anzi direi che badi ben poco a questa), ma solo per recuperare la forma persa, possibilmente in tempi ridotti.

Tra le strategie più utilizzate ci sono taglio selvaggio dei carboidrati, giornate di sola frutta, brodo vegetale, tisane. Diete fai da te abominevoli e senza alcun senso. Diete trovate su riviste o sul web, che non tengono conto dei fabbisogni e delle condizioni fisiologiche e/o patologiche di ciascuno. Dieta del limone, della mela, del kiwi, accomunate da un’unica cosa: non avere alcun fondamento scientifico.
Restrizioni su restrizioni che inizialmente potranno darvi dei risultati, di discutibile qualità, ma questo è un discorso a parte.
Comunque, nella gran parte dei casi, con queste “strategie” il peso inizierà a calare.
Poi? Dopo un po’ molto probabilmente l’ago della bilancia si bloccherà o, nel peggiore dei casi, risalirà!

A quel punto immagino che gli step successivi possano essere un taglio ancor più spietato delle calorie e, perché no, l’inserimento di ore e ore di estenuante attività fisica, soprattutto aerobica. Ma niente, il peso continua ad essere bloccato!

Proviamo a capire perché.

Le diete estremamente restrittive, abbinate ad un’attività fisica troppo intensa, sottopongono l’organismo ad un forte stress, che, se protratto a lungo, può determinare un aumento cronico dei livelli di un ormone, che avrete sentito nominare spesso come ormone dello stress, il cortisolo.

Il cortisolo e il suo ruolo

Il cortisolo è un ormone della classe dei glucocorticoidi, rilasciato in risposta a stress e riduzione dei livelli di glucosio nel sangue. Il suo rilascio solitamente segue il ritmo circadiano, è massimo al risveglio per poi calare durante la giornata.

Il cortisolo non gode di un’ottima fama, ma in realtà esso consente al nostro organismo di rispondere in maniera efficiente a condizioni di pericolo. È difatti implicato anche nella risposta “lotta o fuggi”. In questo caso il cortisolo viene rilasciato in maniera rapida in risposta ad uno stimolo, per tornare, altrettanto rapidamente, una volta superato il pericolo, ai livelli basali.

Il suo ruolo è quello di rendere disponibile energia necessaria a far fronte allo stimolo di stress, mobilizzando le scorte di zuccheri, proteine e grassi. Contemporaneamente determina un calo dei livelli delle attività che dispendono energia: risposta immunitaria, sintesi proteica, sintesi di DNA, produzione di vari ormoni. Dunque, il cortisolo è fondamentale alla sopravvivenza degli organismi viventi.

Quindi nessun problema quando il cortisolo segue il pattern giornaliero, né quando ci consente di affrontare rapidamente una situazione di “pericolo”.

I guai iniziano nel momento in cui i livelli di cortisolo sono cronicamente elevati.

Livelli cronicamente alti di cortisolo hanno difatti un effetto catabolico, effetto che “giustifica” la sua pessima reputazione. Le conseguenze sono: riduzione progressiva della massa magra, aumento della massa grassa, glicemia costantemente elevata, perdita di massa ossea e aumento della ritenzione di liquidi dovuta alle interazioni del cortisolo con i meccanismi di eliminazione e riassorbimento di sodio e potassio. Se questa situazione si protrae per tempi molto lunghi le conseguenze possono essere non solo un aumento di peso, ma una suscettibilità maggiore alla sindrome metabolica e al diabete di tipo 2.

Dieta, attività fisica e cortisolo

Come già accennato, livelli cronicamente elevati di cortisolo possono essere provocati da fattori di stress continuo, come, ad esempio, diete molto restrittive e attività fisica estremamente intensa. Per cui, se siete tra le persone che adottano queste strategie, è bene che ne siate consapevoli.
Rischiate di fare dei sacrifici del tutto vani per ciò che riguarda la perdita di peso. Per di più rischiate di turbare il vostro equilibrio ormonale e di incorrere in potenziali problemi futuri, dall’osteoporosi alla sindrome metabolica.

Con questo non vi sto assolutamente dicendo che l’accoppiata dieta-attività fisica sia dannosa. Sono le diete estremamente restrittive e non bilanciate correttamente il problema, ancor di più se accoppiate ad un esercizio fisico esasperato svolto senza alcuna logica. Queste sono abitudini da evitare nella maniera più assoluta.

I miei consigli

Nel caso in cui voi vi troviate in una situazione del genere, il mio consiglio è, almeno inizialmente e qualora vogliate farlo in maniera autonoma, di aumentare la quota calorica giornaliera. Se li avete eliminate dalla vostra dieta, concedete un po’ di spazio ai carboidrati complessi provenienti da cereali e legumi, e contemporaneamente riducete un po’ l’attività fisica.

Affinché possiate avere effetti apprezzabili, sarà necessario mettere in pratica questa variazione per diversi giorni.

Dopodiché evitate di continuare ad adottare comportamenti del genere e affidatevi a delle mani esperte. Solo persone competenti in materia sapranno indirizzarvi correttamente e vi insegneranno a mangiare in maniera consapevole e a comprendere che la dieta non è privazione ma un vero e proprio stile di vita. Vi aiuteranno ad acquisire sane abitudini e vi forniranno gli strumenti necessari a mantenerle nel lungo periodo, e perché no, per tutta la vita.
Stesso discorso vale per l’attività fisica da svolgere: affinché sia benefica e non dannosa, vi consiglio di affidarvi ad un professionista.

Non serve esagerare ed essere tanto drastici, la migliore soluzione, alle volte, è proprio la più semplice!

Mirella Di Dio Biologa Nutrizionista
Per info, domande e curiosità, potete contattare la Nutrizionista:
3348080710 – dott.didio@gmail.com – Fb Dott.ssa Mirella Di Dio Biologa Nutrizionista – IG nutrizionistamirelladidio