La surreale situazione mondiale non poteva non avere forti ripercussioni sullo sport e nello specifico sul calcio; non solo la difficoltà di ricominciare con calendari stravolti e date quasi mai certe, come se non bastasse è l’aspetto economico a cambiare in maniera massiccia l’andamento delle operazioni che sono alla base della costruzione delle rose. In Serie A si è già disputata la prima giornata (non tutta, alcune gare sono state posticipate alla settimana prossima) e la cosa più evidente è quella che le formazioni hanno subito ben poche variazioni. Ragioni temporali (fine del torneo scorso ed inizio stagione 2020/21 a stretto giro) ma soprattutto una profonda e massiccia carenza di liquidità che però sta stimolando i dirigenti e gli operatori di mercato ad una maggiore inventiva ed attuazione di articolati intrecci legati magari a scambi, prestiti e futuri riscatti. Tra le grandi è l’Inter quella che con mosse in anticipo e qualche operazioni low-cost puntando su giocatori sulla carta affidabili ma dalla carta d’identità ingiallita a godere dei favori della critica, ovviamente insieme alla squadra che da 9 anni vince lo Scudetto in un modo o nell’altro. Poi si parla tanto dell’altra milanese e delle romane, non dimenticando l’Atalanta, certezza e non più sorpresa. Ed il Napoli?

Gli azzurri a Parma hanno soltanto supportato una personalissima opinione dello scrivente, un’idea che ovviamente dovrà essere suffragata al termine di questa strana sessione di mercato che vedrà esaurirsi il 5 ottobre. Il Napoli, ne sono certo, è stato colpevolmente e superficialmente sottovalutato durante queste settimane di valutazioni varie e come spesso accade non trova particolari consensi tra una parte di opinionisti che purtroppo abbondano (se ne farebbe volentieri a meno) nelle trasmissioni sportive, anche locali. Pronti via la formazione di Gattuso ha fatto propria l’intera posta in palio in quel di Parma (mai stadio facilmente violabile) evidenziando un abbondante ventaglio di scelte tra calciatori e opzioni tattiche (soprattutto per quanto concerne il reparto offensivo); anche se tanti elementi cardine degli ultimi anni non ci sono più (il tempo ovviamente passa ed incide) quella partenopea rimane una squadra con gruppo solido e collaudato, interpreti di livello e mentalità ormai di squadra di prima fascia. La sensazione è che quest’anno il Napoli possa fare la voce grossa deludendo quella schiera di persone pronta a decretarne il ridimensionamento per buona pace delle potenti del nord…

Si fanno ancora tanti nomi, sui giornali e sui siti si cerca sempre l’articolo col nome a sensazione, la verità però è che tutto gira e dipende dal futuro di Kalidou Koulibaly; ed in questo senso i giorni che ci separano dal gong del calciomercato rappresentano una interminabile sofferenza o anche una fin troppo veloce sessione, a seconda della corrente di pensiero in cui ci si trova nell’affare legato al forte difensore senegalese. Sì, perché se si è convinti che bisogna cedere il gigante dal cuore tenero e magari fare un incasso da sogno (ora o mai più) il tempo sta stringendo ed essendo una operazione dalle cifre notevoli tutto lascia presagire che se si arriverà a mercoledì prossimo con Kalidou ancora saldamente legato a Napoli, non ci sarà più nessuna chance per un trasferimento. E se ormai tutti si erano abituati all’idea di veder partire Koulibaly è anche vero che nel cuore di ogni tifoso il pensiero di rivederlo ancora in azzurro non può non far piacere; il difensore (come tra l’altro dimostrato all’esordio al Tardini domenica) se gioca concentrato è uno dei più forti dell’intero panorama mondiale. E potrebbe anche non avere bisogno di ulteriori introiti la società di De Laurentiis che in queste ore è impegnata in alcune trattative relative alla cessione del polacco Milik il quale appare destinato in Premier dopo essere stato vicino alla Juve prima e alla Roma poi… Già, Koulibaly, il senegalese potrebbe formare quella coppia centrale difensiva da sogno (con il greco Manolas) tanto attesa nella scorsa stagione che però infortuni a ripetizione, ammutinamento, spaccature e disastri vari hanno assolutamente oscurato; il test della prima giornata è stato molto confortante e se si pensa che a completare il pacchetto dei centrali ci sono pure Maksimovic e Rrahmani

Ho già accennato all’attacco, un reparto che sembra completo e soprattutto rafforzato dall’acquisto più oneroso della storia della società (Osimhen); il nigeriano sembra proprio incarnare l’identikit del calciatore che mancava all’organico di Ringhio (che non a caso ha premuto per l’ingaggio). E se si attende con fiducia l’inserimento nei meccanismi di Politano è intanto Lozano (lo scorso anno il messicano rappresentò il trasferimento più costoso della storia azzurra!) la nota più lieta. Hirwing sembra rinato e sulla fascia destra potrebbe rappresentare l’arma letale in tante circostanze. Quello che più preoccupa è il reparto centrale, la partenza di Allan sembra aver lasciato un vuoto non facilmente colmabile (Demme e Lobotka due acquisti di gennaio importanti e tempestivi non offrono le garanzie di rendimento del brasiliano né tantomeno le medesime caratteristiche); è lì che ci si aspetta il colpo dell’ultim’ora, magari quel nome a sorpresa pescato dalle sapienti menti dello scouting, in grado di individuare quel tassello che possa consegnare a Gattuso una rosa estremamente competitiva ed esauriente. A patto che il mister sia bravo a trovare i giusti equilibri di spogliatoio e conseguentemente di squadra in campo, in una sola parola, alchimia!

Beh, sì, se non lo avete ancora capito sono pienamente convinto che questa squadra sia veramente forte e completa, molto più di quanto pensano e vogliano far credere. Perché il Napoli in alto dà fastidio, lo dico io se gli altri non lo fanno: ma vincere a Napoli è più difficile e più bello quindi. E hai visto mai che questo poco sponsorizzato Napoli di Gattuso…

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