È cominciato così il lungo viaggio di Demetra, la statua marmorea della divinità greca, da Ercolano verso Los Angeles, per il Getty Museum californiano. Qui, insieme ad altri reperti archeologici dei cosiddetti “nuovi scavi”, e delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sarà esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa dei Papiri”, in programma dal 26 giugno al 28 ottobre. Demetra, “Madre terra” o forse “Madre dispensatrice“, figlia di Crono e Rea, sorella di Zeus, nella mitologia greca è la dea del grano e dell’agricoltura, costante nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre.

La statua, che in origine faceva parte delle meraviglie di Villa dei Papiri, venne poi esposta all’ingresso dell’Antiquarium degli scavi.  Al posto della Demetra, per le prossime settimane, i visitatori di Ercolano potranno ammirare per la prima volta la fontana in bronzo dell’Idra di Lerna, il mostro a forma di serpente con molteplici teste che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche.

Al tempo dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. che distrusse la città, l’opera era al centro della piscina a forma di croce nel cortile centrale della Palestra, dove ora è esposta una copia. Era molto probabilmente ispirata ad un celebre monumento di Roma, ma la presenza dell’Idra nella piscina  della palestra non era solo a scopo decorativo, serviva infatti, rievocando le gesta dell’eroe fondatore della città, Ercole, come esempio ed ispirazione di virtus romana per i futuri cittadini, soprattutto i giovani frequentatori del luogo.