Sono circa 300 e hanno lanciato un grido d’allarme per essere ascoltati. Sono i lavoratori stagionali dell’aeroporto di Capodichino, che denunciano di non essere stati presi in considerazione dal “Cura Italia” – dove si menzionano gli stagionali del turismo, ma non quelli del trasporto aereo. Sicurezza, customer service, servizio bagagli, controllo di piazzali e piste: componenti fondamentali in qualsiasi aeroporto – rese funzionanti a Napoli proprio da quei 300 sopra citati.

Proprio dal capoluogo campano è partito l’appello – estesosi poi a tutta l’Italia – che ha fatto nascere la pagina facebook “Lavoratori Aeroportuali stagionali”. Chiare le richieste dei precari – “Chiediamo innanzitutto che venga fatta chiarezza in merito all’art. 29 del decreto (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali) e alle eventuali valutazioni per cui il settore trasporti non sarebbe strettamente legato a quello turistico. Ma soprattutto, riteniamo opportuno che il governo preveda per noi una forma di sostegno che vada oltre il breve periodo, poiché, la nostra crisi molto probabilmente non finirà con la fine dell’emergenza Covid-19”.

Il comunicato, pone poi l’accento sull’aspetto totale del problema – “Vogliamo portare avanti un discorso collettivo che trovi soluzione non solo alla crisi del momento, ma anche e soprattutto alla nostra crisi futura. La categoria è vasta e costituisce buona parte dei lavoratori che, assieme ai dipendenti aziendali con contratto a tempo indeterminato, assicurano i più svariati servizi aeroportuali nei periodi di intenso traffico e di forte mobilità turistica”.